Una Regione dai mille colori

Che strana questa terra, montana e marina al contempo, ricca di tradizioni e proiettata nel terziario avanzato, segnata da un benessere diffuso ma anche da forti problematiche sociali.

Una terra variegata, dalle mille sfaccettature, dalle mille ricchezze, dalle mille contraddizioni.

Una Regione policroma, che affianca al bianco dei ghiacciai perenni il blu intenso di fondali lacustri, al rosa delle Dolomiti il verde dei colli Euganei, al rosso del vino il nero del fango termale, al giallo della polenta il grigio "trachite" delle piazze.

Colori a volte decisi, a volte tenui, racchiusi talvolta in una coltre di nebbia ma pronti ad esplodere al primo bagliore di luce.

Colori che mettono in risalto gli aspetti naturalistici e ambientali ma anche le  espressioni e le opere dell'uomo create millenni fa e di cui ancora oggi si gode la bellezza.

Non c'è epoca storica, non c'è stile artistico, che non abbia lasciato traccia in qualche parte del Veneto.

Dalle incisioni rupestri dell'età del bronzo all'archeologia industriale, dagli anfiteatri romani ai forti austriaci, dai castelli medievali alle Chiese gotiche, dalle porte rinascimentali alle gallerie militari della Grande guerra: testimonianze sparse copiosamente in terra veneta lungo i millenni.

Una terra che ha dato i natali, ospitato o ispirato, nei secoli,  geni e protagonisti della letteratura, della scienza, dell'arte, della cultura e della fede.

Galileo insegnò a Padova e nella stessa città Giotto diede il meglio di se. Dante frequentò a lungo la Corte Scaligera. Il veneziano Marco Polo scoprì l'Oriente. A Vicenza si formò Palladio, l'architetto delle celebri Ville. Shakespeare ambientò nelle città venete alcune sue opere. E che dire di Tito Livio e Catullo, di Petrarca e Goldoni, di Tiziano e del Veronese, di S. Antonio (il Santo per antonomasia) e Papa Luciani, di Vivaldi e Casanova, di Dino Buzzati e Carlo Scarpa?

Ma non sono solo le opere dell'uomo e del suo ingegno che rendono unico il Veneto.

C'è anche la grande varietà e bellezza del paesaggio, della natura.

Monti e valli, fiumi e torrenti, boschi e spiagge, grotte e laghetti, colline e fonti termali: pare che in questa terra anche la natura abbia voluto dare il meglio di se.

E c'è infine la gente veneta; una razza "bastarda" che ha mescolato idiomi, ha assimilato e respinto influssi artistici, ha recepito e osteggiato culture e stili di vita. Gente di confine che è stata allo stesso tempo barriera allo straniero e cerniera per nuovi scambi.

Gente operosa, forse un po' burbera, ma che, memore del proprio passato migratorio, non fa sentire nessuno straniero in casa sua.


NON SOLO VENEZIA

Proprio questi felici accostamenti di natura e cultura, di arte e paesaggio, di tradizioni e operosità, rendono il Veneto la principale regione turistica d'Italia.

Ma questo "mix" la rende anche un grande libro di testo adatto alle scuole di ogni tipo e alle classi di ogni grado. Un libro fatto di tante pagine e che tratta materie diverse. Un libro che aspetta solo di essere sfogliato e letto "live", dal vivo.

L'incontro della Scuola con il Veneto si riduce spesso alla sola città di Venezia.

La nostra Regione contiene in realtà molti altri luoghi belli, interessanti e didatticamente significativi. E non parliamo solo delle altre città capoluogo ma di piccole località, di paesi, di siti archeologici e naturalistici, di zone agricole e poli industriali, di musei etnografici e parchi scientifici, di pievi e lanifici, di alpeggi e corti rurali, di borghi e orti botanici.

Nello sfogliare il libro "Veneto" si trovano pagine di arte e storia ma anche di geografia economica e di scienze, di religione e letteratura, di merceologia e di filosofia, di tecnica turistica e geologia.

Venire in Veneto, scoprire una parte del suo territorio, diventa allora una occasione straordinaria per conciliare insegnamento e turismo, didattica e ambiente, cultura e divertimento.

Questo CD Rom costituisce uno strumento per conoscere questa nostra regione nei suoi aspetti più appariscenti e noti ma soprattutto nei suoi angoli più nascosti e meno famosi.

Proponendo come metodo di approccio e conoscenza quello di Cosimo, il Barone rampante di Italo Calvino:

"...dall'albero più alto nella smania di godere fino in fondo di quel diverso verde e la diversa luce che ne traspariva e il diverso silenzio, si lasciava andare a testa in giù e il giardino capovolto diventava foresta, una foresta non della terra, un mondo nuovo".

 Uscire dalle strade maestre, abbandonare gli stereotipi, curiosare, cogliere il diverso, il non comune: questo è il nostro invito per scoprire un Veneto nuovo.

Vi aspettiamo.

 CTG Veneto