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LA
CITTA'
Vicenza
è posta ai piedi dei monti Berici alla confluenza del Bacchiglione e del
Retrone, in posizione centrale nel Veneto. Situata a 40 m s. m. Vicenza
è la città del Palladio, una delle principali città artistiche del Veneto
ma possiede anche un centro storico interessante nelle sue strade strette
e nei suoi ponti, sullo sfondo dei monti Berici e delle Prealpi vicentine.
Città con un'economia mista e molto industriosa, Vicenza ha visto una
veloce urbanizzazione nel secondo dopoguerra con il sorgere dei nuovi
quartieri a Nord - Est e Nord - Ovest. Città tradizionalmente religiosa,
oggi sta modificando il suo conservativismo anche sulla spinta di un consistente
sviluppo socio-economico e culturale.
Vicenza è infine una città - caserma per la presenza di numerosi militari
americani della vicina base Nato.
Il comune di Vicenza ha una superficie di 80,5 kmq.
CAP 36100. Prefisso telefonico 0444.

COME
SI ARRIVA
Vicenza è raggiungibile in auto con l'autostrada A4 Milano-Venezia (uscita
caselli Vicenza Ovest e Vicenza Est) o con l'A31 Vicenza-Valdastico (uscita
casello Vicenza Nord). In treno è collegata con Verona e Padova, oltre
che con Schio, Trento, Belluno, Treviso e Legnago. Vicenza dista 28 km
da Padova, 61 km da Verona, 102 km da Trento, 129 km da Belluno e 62 km
da Treviso.
CENNI STORICI
Abitata nella preistoria, Vicenza fu probabilmente fondata dai veneti
e nel 49 a. C. divenne la romana "Vicetia" . anche l'aspetto odierno non
nasconde le origini di un accampamento militare romano che nel periodo
imperiale ebbe un notevole sviluppo.
Distrutta nelle invasioni barbariche (fu saccheggiata ben cinque volte),
divenne ducato longobardo e contea franca fino ad essere libero comune
nel medioevo. Dopo una serie di lotte intestine e di guerre con Verona
e Padova, fu assoggettata dagli Scaligeri e dai Visconti ed alla fine
di questa signoria, nel 1404 si diede spontaneamente a Venezia sotto il
cui dominio rimase fino al 1797. È in questo periodo che Vicenza assiste
ad notevole sviluppo architettonico con costruzioni di palazzi in stile
gotico-veneziano e rinascimentale, ma soprattutto con le classicheggianti
opere di Andrea Palladio e del suo allievo Vincenzo Scamozzi. Subita la
dominazione austriaca, Vicenza venne a far parte del regno d'Italia nel
1866.

CENNI
ECONOMICI
L'economia di Vicenza è mista e si basa soprattutto sull'industria della
lana e della seta (con centri direttivi e distributivi), un'industria
che si sviluppò ancora nel secolo scorso con Rossi e Marzotto ma che oggi
è sminuzzata in numerose piccole aziende. Molto importante è il settore
dell'oreficeria che è passato dal livello artigianale a quello industriale
conseguendo uno sviluppo ed una fama internazionale. Sempre nell'industria
si ha un certo sviluppo del settore meccanico, chimico-farmaceutico, cartario
e tipografico-editoriale.
Redditizio è anche il settore artigianale, commerciale e turistico.
PROFILO ARTISTICO
Solo poche tracce restano a Vicenza del periodo romano (tra cui l'interessante
Criptoportico), e dei periodi medievale e comunale (come la chiesa romanica
dei SS. Fortunato e Felice). È con il dominio veneziano che si assiste
ad uno sviluppo dell'edilizia con la costruzione da parte della nobiltà
di numerosi palazzi in stile gotico-veneziano (palazzo Zen, Da Schio,
casa Pigafetta, palazzo Thiene) ed in stile rinascimentale (palazzi Angaran
e Negri). Ma è Palladio che "modellando" Vicenza ne farà una città d'arte.
Fondendo nella sua architettura il classicismo romano con la luminosità
della pittura veneta, Palladio nel XVI sec. progettò la celebre Rotonda,
il palazzo Chiericati, la basilica ed il teatro Olimpico, i palazzi Porto
e Valmarana. Ma la sua scuola fu poi continuata da Vincenzo Scamozzi e
da altri architetti e durerà fino al XIX sec. (palazzo Godi, palazzo Trissino,
ecc.).
Andrea Palladio. Si dice Vicenza e si pensa subito al Palladio, una vera
e propria città d'autore firmata dal celebre architetto padovano che fu
scalpellino a Vicenza fin dal 1524. Andrea di Pietro della Gondola, detto
il Palladio ha saputo reinterpretare l'architettura classica con il "colore"
veneto esprimendo soprattutto valori cromatici più che plastici nelle
sue opere e dando spazio alla scenografia intimamente legata con il paesaggio
(come nelle ville dei Berici). Palladio ha raggiunto in tutte le sue opere
un alto senso cromatico dovuto all'insieme organico ed al ritmo di chiaroscuri,
ombre e luci nello spazio, vuoti e pieni; espressione del carattere veneto
di questo grande architetto.
Il Palladio ha costruito solo per il bello, per la ricerca del piacere
estetico, ed infatti nelle sue opere non vi sono risposte ed esigenze
di funzionalità o di abitabilità ma solo una razionalità scenografica
e cromatica. Palladio non fu tanto l'architetto della città di Vicenza,
quanto dei desideri di grandiosità di alcuni ricchi nobili (solo nella
seconda metà del XVI sec. le famiglie più cospicue si fecero costruire
almeno trenta palazzi). Ma dopo Palladio operò a Vicenza la sua scuola,
che nel giro di due secoli comprese una trentina di architetti, tra cui
lo Scamozzi, il Calderari, il Formenton ed il Trissino. Una città, dunque
Vicenza in cui l'opera palladiana non è la sola, quasi una cattedrale
nel deserto, ma ha per cornice una città medievale e gotica, una realtà
"minore" in stile Veneto che fa da degna scenografia, da necessario sfondo
a tanta ricchezza classica.

COSA
VEDERE A VICENZA
La tradizione
che vuole i vicentini "magnagati", deriverebbe da un'invasione di topi
che la città subì nel Settecento ed a cui si cercò di porgere rimedio
chiedendo 100 gatti a Venezia. Tali gatti dopo aver svolto il loro ruolo,
furono mangiati dai vicentini, secondo una ricetta appresa a Venezia.
In realtà sembra che tale appellativo derivi dal fatto che durante una
grave carestia i cittadini di Vicenza si videro costretti a cibarsi anche
dei gatti. Ma a parte le tradizioni vediamo cosa offre Vicenza al turista.
Due sono i percorsi che consigliamo per la visita della città. Chi arriva
in treno alla stazione F. S., può servirsi di una serie di bus per entrambi
i percorsi. Chi arriva invece in auto può parcheggiare nella stazione
delle autolinee vicino a Campo Marzo, oppure in p. Matteoti.
1° ITINERARIO
partendo da p.le Roma s entra per porta Castello nell'omonima piazza,
dove, a destra sorge Palazzo Breganze dello Scamozzi (sec. XVI), con tre
alte colonne sulla facciata. Si prosegue quindi per p.zza Duomo dove sorge
il gotico Duomo, eretto nei sec.XIV-XVI, il Palazzo Vescovile con loggia
rinascimentale nel cortile, ed il Criptoportico Romano, interessante ed
originale monumento romano del I sec. d.C.. Si prosegue ora prendendo
a destra per la Casa di Pigafetta, un edificio composito in stili diversi,
della fine del '400. Da qui si vada al ponte S. Michele immerso in un
suggestivo paesaggio, e quindi per v. Gazzole si entra in p.zza delle
Biade, ove sulla destra è S. Maria dei Servi, struttura gotica con facciata
settecentesca.
Passando ora in p.zza delle Erbe si entra in P.zza dei Signori dove trovasi
la Loggia del Capitano opera incompiuta del Palladio, e la Basilica, uno
dei più rappresentativi esempi d'arte del Palladio, chiuso da una balaustrata
ornata di statue e con all'interno un vasto salone con finestre ogivali
(in realtà è la ricostruzione avvenuta dal 1549 al 1617 del gotico palazzo
della Ragione in cui si amministrava la giustizia). Prendendo per c.so
Cavour si sbocca sul C.so Palladio dov'è il capolavoro dello Scamozzi
del 1592 (Palazzo del Comune), ed altri palazzi prendendo a sinistra (Braschi,
Thiene, Capra). Si imbocca ora Contrà Porti, una via che è tutto un susseguirsi
di stupendi palazzi quattrocenteschi (il Cavalloni, il palladiano Porto-Barbaran,
il rinascimentale Thiene, il gotico Porto-Breganze, il Porto-Fontana,
il Colleoni, l'Iseppo, ecc.).
Si facci ora una puntata al Ponte della Pusterla, altro punto caratteristico
in cui si ha una bella visione sul centro storico della città. Da qui
si ritorna per Contrà Zanella, anch'essa fiancheggiata da interessanti
edifici, al c.so Palladio, che si percorre a sinistra ammirando il quattrocentesco
Palazzo Da Schio, gotico-veneziano, e la casa del Palladio. Verso la fine
del c.so Palladio, a sinistra si incontra S. Corona, chiesa Dominicana
iniziata nel 1261, con interno gotico a tre navate; a destra c'è invece
Palazzo Chiericati, opera palladiana con porticato dai classici colonnati,
terminato nella seconda metà del XVII sec. Qui ha sede il Museo Civico
(pinacoteca, raccolte di archeologia e numismatica). Ed eccoci al Teatro
Olimpico, iniziato dal Palladio e terminato dallo Scamozzi, esempio singolare
di teatro rinascimentale e di classicismo. Inaugurato nel 1585, il teatro
possiede un proscenio con 95 statue, ed è di una straordinaria prospettiva
che dà l'illusione di una fuga di strade sullo sfondo.
2° ITINERARIO
Dalla stazione F.S., si prende per v.le Venezia e v.le Eretenio fino al
Ponte Furo da cui si ha una suggestiva visione del centro storico di Vicenza.
Da qui si ritorna sui propri passi e si prende v.le X Giugno salendo sotto
il bel Porticato con cappelle di F. Muttoni, della metà del settecento.
Si arriva così con stupende vedute sulla pianura e sulla città, al Santuario
di M. Berico costruito dal Borella tra il 1688 ed il 1703 sul luogo dove
la Vergine apparve ad una popolana, e presentante tre facciate con cupola.
Da p.le della Vittoria si gode una bella visita sull'arco delle Prealpi
e su tutta la parte Nord del vicentino.
Da qui per v.le X Giugno e v. S. Bastiano si giunge a Villa Valmarana,
meglio conosciuta come villa "dei nani" per le statue sul muro del giardino.
Iniziata nel XVII sec. è ricca di affreschi di Gianbattista e Giandomenico
Tiepolo. Proseguendo, su di un'altura si visita Villa Capra (la Rotonda),
armonicamente inserita nel paesaggio circostante. Edificata dal Palladio,
è a pianta quadrata con elementi architettonici rinascimentali e di templi
classici. All'interno presenta preziosi affreschi.
Da qui si può ritornare in città a piedi o con il bus. Una visita meritano
anche la chiesa dei SS. Fortunato e Felice, romanica del IV sec., e la
chiesa di S. Lorenzo, imponente costruzione francescana con chiostro quattrocentesco.
LA
PROVINCIA
La provincia
di Vicenza ha una superficie di 2.722 kmq ed occupa una posizione centro-occidentale
nel Veneto, con una larghezza massima di circa 55 km da Crespadoro a Bassano
del Grappa ed una lunghezza massima di circa 85 km da Noventa Vicentina
al monte Ortigara. Il suo territorio si estende ad una altitudine che
va dai 30 m s.m. ai 2341 di Cima Dodici. La provincia di Vicenza comprende
121 comuni.
CENNI GEOLOGICI
Il territorio della provincia di Vicenza è costituito in gran parte da
zone collinari, seguite da zone montuose e di pianura. La pianura è di
origine alluvionale e nella maggior parte è situata al di sotto della
linea delle risorgive (bassa pianura) con terreni impermeabili e ricchi
di acque. L'alta pianura è invece costituita da terreni permeabili più
antichi. Viene poi la fascia subalpina con rocce eruttive intercalate
a rocce sedimentarie e la fascia delle Prealpi, costituite da rocce calcaree
del Cretaceo, con diffusi fenomeni di carsismo (altipiano di Asiago).
I monti Berici sono costituiti da rocce che vanno dal Cretaceo superiore
al Miocene con la presenza di fenomeni carsici.

CENNI
STORICI
Il vicentino è un territorio che è stato abitato già in epoca preistorica
nel paleolitico (val di Chiampo, monti Berici, Asiago sono le località
in cui ci sono stati consistenti ritrovamenti). Testimonianze si hanno
anche di insediamenti dell'età del bronzo e del ferro e della civiltà
veneta. In epoca romana sorsero alcune colonie collegate tra loro dalla
via Postumia e nel periodo delle invasioni barbariche il vicentino assistette
a numerose invasioni e depredazioni. Nel XIII sec. si venne costituendo
un esteso dominio sotto Ezzelino da Romano, in seguito assorbito dagli
Scaligeri. È in questo periodo che popolazioni bavaresi si installarono
in alcune località dell'altopiano di Asiago. Con l'avvento dei veneziani
si svilupparono nella zona pedemontana attività commerciali ed artigianali,
in particolare ebbe un notevole impulso il settore tessile nella zona
di Schio.
Nel XIX sec. l'alto Vicentino vede il boom dell'industria laniera con
lo sviluppo di centri quali Schio, Valdagno, Thiene, Rocchette. La grande
guerra ha lasciato il suo segno soprattutto sull'altipiano di Asiago:
qui le truppe italiane affrontarono gli austriaci attestati sugli strapiombi
della Valsugana in lunghe ed estenuanti battaglie (per la conquista dell'Ortigara
o di cima Dodici o per difesa dello stesso altopiano), che videro migliaia
di caduti, oggi pietosamente raccolti in monumenti ossari. Ma anche la
seconda guerra mondiale ha visto protagonista la montagna vicentina dopo
il 1943, con la lotta partigiana contro i nazi-fascisti.
CENNI ECONOMICI
L'economia agricola vicentina ha visto in questo secolo una forte polverizzazione
fondiaria con la distruzione di interi settori agricoli. Una urbanizzazione
diffusa e lo sviluppo di una piccola industria basata sull'imprenditorialità
individuale e sull'artigianato, hanno mutato il volto alla tradizionale
società vicentina.
In agricoltura si sono potenziate la maidicoltura nel basso vicentino,
e la bieticoltura nella fascia di pianura. In calo invece la produzione
di vino, mentre ancora consistenti sono il patrimonio boschivo, l'allevamento
(legato all'alpeggio nella zona montuosa), e le aziende lattiero-casearie.
L'industria vede lo sviluppo nella fascia pedemontana del settore tessile
e dell'abbigliamento (Valdagno, Thiene, Schio, Sarcedo, Chiuppano, ecc.),
del settore meccanico (Piovene, Arsiero, Bassano, Arzignano, Montecchio,
ecc.) e di quello elettronico, delle cartiere, del settore enologico e
della ceramica. Il turismo è discretamente sviluppato nella zona dell'altipiano
di Asiago (oltre che nella città di Vicenza), mentre sta sempre più prendendo
piede il settore artigianale (in particolare quello orafo).
LOCALITÀ
DI INTERESSE ARTISTICO, CULTURALE ED AMBIENTALE
Asiago
Situato al centro dell'altipiano dei Sette Comuni è una località turistica
molto frequentata sia in estate come in inverno. Conserva memorie della
grande guerra e l'interessante Osservatorio Astrofisico.
Bassano del Grappa
Cittadina incantevole, di antiche origini, conserva un aspetto suggestivo
con i suoi vecchi portici, edifici rinascimentali ed il famoso ponte Vecchio
degli alpini. Conserva l'interessante Duomo, il Castello, il museo Civico.
Colli Berici
Già proposti come parco naturale regionale, i colli Berici sono costituiti
da rocce del Cretaceo e del Miocene degnate da interessanti forme di carsismo.
Presentano inoltre una vegetazione lussureggiante e sono punteggiati da
tipici paesi veneti.
Marostica
Antico centro medievale con mura e castello scaligero, è famoso per la
partita a scacchi vivente, in costume.
Montecchio Maggiore
Conserva i 2 castelli che la tradizione attribuisce ai Montecchi e ai
Capuleti, famiglie di Romeo e Giulietta.
Pasubio e Piccole Dolomiti
Zona importante nella grande guerra e meritevole di un'escursione (stupenda
la strada delle gallerie che annovera 52 gallerie).
Recoaro Terme
Importante stazione di villeggiatura, è famosa per le sue acque minerali.
Tiene
Centro che conserva importanti monumenti del sec. XV-XVII (Palazzo Colleoni,
Chiesetta della Natività, Duomo), mentre nei dintorni vi sono interessanti
ville venete (come a Lugo, a Lonedo, Villaverla).
ESCURSIONI
CONSIGLIATE
1. I
luoghi della grande guerra.
È un itinerario nella zona montana del vicentino che è stato teatro di
lunghe e sanguinose battaglie durante la I^ Guerra mondiale e che ne conserva
ancora testimonianze (ossari, musei, camminamenti e postazioni). In particolare
è un itinerario sul vasto ed ondulato altipiano di Asiago, esteso tra
l'Astico ed il Brenta. Si parte da Vicenza e si prende per Montecchio
Maggiore (Castelli dei Montecchi e Capuleti), quindi passando per Valdagno
(centro laniero), si arriva a Recoaro Terme (stazione termale e di soggiorno).
E da qui si sale al Pian delle Fugazze ed al Monte Pasubio (importanti
resti e reperti delle fortificazioni della grande guerra); consigliamo
di compiere un'escursione fino al rif. Papa sul Pasubio. Si prende ora
per la strada che conduce ad Arsiero (in parte asfaltata) e quindi per
Pedescala e Roana, ad Asiago (nota stazione turistica con interessante
osservatorio e Sacrario della grande guerra che raccoglie oltre 50.000
salme). Da qui per Gallio, si può salire sul monte Ortigara (altre zona
della grande guerra, teatro di numerosi combattimenti). Ritornati ad Asiago,
si scende ora a Thiene (villa Thiene, Duomo, Chiesetta della Natività)
e quindi si ritorna a Vicenza.
2. L'area pedemontana
L'itinerario aiuta a scoprire i laboriosi centri pedemontani del vicentino
(industrie tessili e meccaniche, fiorente artigianato), nonché una serie
di interessanti ville venete e località storiche. Da Vicenza si prende
per Malo e per Schio (importante centro lamiero con Duomo neoclassico
e gotica chiesa di S. Francesco). Da qui si passa per Thiene (gotico palazzo
Colleoni, Duomo seicentesco), e ci si dirige a Zugliano (seicentesca villa
Giusti), e quindi a Lonedo di Lugo Vicentino (villa godi, opera palladiana
del 1542 e villa Piovene, d'ispirazione palladiana). Ci si dirige ora
a Breganze (interessante centro, famoso per l'omonimo vino, conservante
monumenti medioevali), e quindi a Marostica (mura e castelli scaligeri,
p.zza degli Scacchi). Da qui si prosegue per la bella Bassano del Grappa,
di aspetto tipicamente veneto con i suoi suggestivi portici (ponte in
legno degli Alpini, Duomo, Castello e museo Civico). Da Bassano si torna
a Vicenza passando per Sandrigo.
3. I colli Berici e la bassa vicentina.
I colli Berici si innalzano a Sud di Vicenza e raggiungono un'altitudine
di poche centinaia di metri, ricoperti da boschi di querce, castagni e
carpini, l'itinerario parte da Vicenza e si dirige ad Arcugnano in pittoresca
posizione sopra un'altura, e quindi al Lago di Fimon (con interessante
vegetazione palustre ed uccelli acquatici). Da qui si prosegue per Barbarano
e poi per Noventa Vicentina (Duomo e villa Barbarigo). Da qui si va a
Poiana Maggiore (cinquecentesca villa Poiana del Palladio), e quindi si
prosegue per Lonigo (villa Pisani, palladiana) e per Montecchio (villa
Cordellina, castello dei Montecchi). Da qui si torna a Vicenza.
GASTRONOMIA TIPICA
Tra le specialità culinarie vicentine si annoverano nei primi piatti i
"risi e bisi", riso e luganega, i bigoli all'anitra (grossi spaghetti),
la pasta e fagioli ed il risotto con i fegatini. Tra i secondi vi è il
baccalà alla vicentina (in tegame con latte, cipolla, aglio, prezzemolo
e vino bianco), i "bovoli" (lumache), la polenta e osei, il capriolo,
la faraona allo spiedo, il cotechino con i crauti, il maiale arrosto.
Buoni gli insaccati ed i formaggi di Asiago. Tra i dolci ricordiamo la
"smeiazza", le "fritole", i "grostoli" e gli amaretti. Sono da menzionare
inoltre gli asparagi di Bassano ed il radicchio rosso. Tra i vini c'è
il Breganze rosso e bianco, i Recioto di Gambellara ed il Vin Santo, i
vini dei colli Berici ed il Barbarano.
LA MONTAGNA VICENTINA
La montagna vicentina inizia ad occidente con i Lessini (Recoaro Mille
centro di turismo estivo ed invernale); più ad Est ed a Nord oltre il
Pasubio, vi è l'altopiano di Tonezza (con i rinomato centro di Tonezza
del Cimone). Ancora più ad Est vi è l'altopiano Asiago (con i centri di
Asiago, Canove, Roana, Gallio, Lusiana, Cesula ed Enego). Al di là di
Enego sorge infine l'isolato massiccio del Grappa. Su questa montagna
in cui verranno istituiti anche alcuni parchi naturali e riserve naturali
e riserve naturali regionali (cima Dodici-Ortigara, monte Pasubio e Piccole
Dolomiti, monte Grappa) si possono compiere numerose escursioni e trekking
lungo i sentieri ben segnati ed appoggiandosi ai rifugi esistenti.
In inverno la montagna vicentina presenta quattro stazioni turistiche,
tutte facilmente accessibili dalla pianura e ricche di possibilità ed
impianti sciistici, che consentono di soddisfare tutti i gusti.
Vi è così l'altopiano di Asiago con 56 impianti di risalita e 120 km di
piste battute, nonché con i 400 km di piste ed anelli per lo sci di fondo,
con lo stadio del ghiaccio di Asiago e i numerosi trampolini di salto
e piste per il pattinaggio e slittino. Vi è poi il monte Grappa con 6
impianti di risalita e 20 km di piste da fondo.
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