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LA CITTA'
Verona
è situata 59 m s.m., tra la pianura Padana e le prime colline dei monti
Lessini. E si sviluppa sulle due rive dell'Adige che in questo punto forma
delle anse. La città dei "veronesi tuti mati", è per importanza, il secondo
centro del Veneto dopo Venezia-Mestre. Nodo stradale e ferroviario nevralgico,
Verona conserva un centro storico dalla tipica pianta romana, con strade
che si intersecano perpendicolarmente all'interno dell'ansa dell'Adige.
Nel secondo dopoguerra la città ha avuto un notevole sviluppo urbanistico
in tutte le direzioni, conseguenza di un rapido progresso economico. Oggi
Verona è una città moderna ma ricca di pregevoli testimonianze storico-artistiche
e di un consistente patrimonio culturale.
Il comune di Verona ha una superficie di 199,7 kmq
CAP 37100. Prefisso telefonico 045.
COME SI ARRIVA
Verona è raggiungibile in auto con l'autostrada A4 Milano-Venezia (uscite
caselli di Verona Sud e Verona Est), e con l'autostrada A22 Modena-Brennero
(uscita casello Verona Nord). In treno è collegata con Milano e Venezia,
Bologna e Trento, oltre che con Mantova e Rovigo. La stazione ferroviaria
è in p.le Stazione, tel. 590688. La città è raggiungibile anche in aereo
con voli nazionali ed internazionali presso l'aeroporto di Verona Villafranca,
tel. 513700.
CENNI STORICI
La zona dove sorge la città fu abitata già in epoca preistorica e vide
insediarsi in seguito popolazioni euganee, venete, etrusche e galliche.
Non si sa con precisione quando avvenne l'occupazione già nel I sec. a.C.
era una importante colonia: al I sec. appartengono infatti i principali
monumenti romani della città, mentre vi facevano capo le strade romane
Augusta, Gallica e Postumia.
Fin dai tempi più antichi la posizione geografica di Verona conferì ad
essa quell'importante funzione strategica che doveva poi caratterizzarla
per quasi un millennio. Nei suoi pressi, già durante il tardo Impero,
si svolsero dei fatti d'armi (Claudio contro gli Alemanni, Costantino
contro Massenzio, Stilicone contro Alarico).

Nel Medioevo
Teodorico re degli Ostrogoti vi stabilì la sua reggia e fece erigere nuove
mura; dopo Teodorico, Verona divenne conquista bizantina e nel 568 Alboino
re dei Longobardi ne fece sede di un ducato e capitale del suo regno.
Il regno dei longobardi durò fino al 774, quando Carlo Magno sconfisse
Adelchi. Ultima a cedere ai Franchi, Verona fu a lungo sede di Pipino
e Brengario. Subì poi le scorrerie degli Ungari finché giunse l'esercito
di Ottone I.
Agli inizi del XII sec. nasce il Comune , e, se da un lato la città si
trovò impegnata negli aspri conflitti che in quell'epoca funestavano la
penisola, non mancando lotte e contrasti con le città vicine, si determinò
anche un rifiorire economico cui corrispose un adeguato risveglio culturale
e artistico.
Fra gli episodi salienti del periodo comunale si ricorderà la Lega Veronese
del 1164, costituita contro l'imperatore Federico Barbarossa. Nel 1126
Verona divenne feudo del feroce Ezzelino da Romano; morto Ezzelino la
cittadinanza si organizzò e chiamò a podestà e capitano del popolo Mastino
della Scala che diede origine alla Signoria, la quale fece rifiorire fino
al 1387 l'economia e le arti.
A Mastino successe Alberto e a questi i figli Bartolomeo, Alboino e Can
Francesco che divenne signore della città col nome di Cangrande I. Quest'ultimo
fece della corte scaligera un illuminato centro di mecenatismo, accogliendovi
poeti, letterati e artisti. Dopo un periodo di breve decadenza, nel 1405
la città cadde sotto il dominio veneziano che durò per quasi quattro secoli
e, se da un lato assicurò a Verona e al suo territorio un lungo periodo
di relativa tranquillità e prosperità, dall'altro non mancò di sopprimere
ogni possibile slancio autonomistico, mortificando lo spirito della città
assorbendone le migliori energie.
Durante l'effimera occupazione napoleonica, la città si sollevò nelle
"Pasque veronesi" del 1797.
La città passa poi all'Austria; nel 1801 è divisa tra l'Austria e la Francia.
Nel 1805 fa parte del Regno Italico. Nel 1814 torna definitivamente all'Austria.
Con il dominio austriaco la città fu fortificata ed assistette a numerosi
episodi di patriottismo. Unita al Regno d'Italia nel 1866, Verona subì
dei bombardamenti durante la guerra mondiale, ma soprattutto le distruzioni
operate dai tedeschi in ritirata, durante l'ultima guerra.

CENNI
ECONOMICI
L'economia di Verona, in passato quasi esclusivamente agricola, si è evoluta
nei settori industriale e terziario evitando di legare le proprie sorti
allo sviluppo di un unico comparto. Il settore agricolo si è specializzato
ed è ancora importantissimo (zuccherifici, stabilimenti dolciari, cantine
e distillerie, pastifici ed oleifici). L'industria vede presenti il settore
tessile, meccanico e siderurgico, della carta, chimico, calzaturiero e
grafico, mentre importante è anche l'artigianato (in particolare del mobile
d'arte).
Notevole ruolo nell'economia veronese è dato dal commercio, favorito dalla
presenza di importanti vie di comunicazione, e dal turismo (centinaia
di migliaia di turisti, prevalentemente stranieri, visitano ogni anno
la città).
PROFILO ARTISTICO
Poche le testimonianze archeologiche di Verona preromana, mentre numerosi
e ben conservati sono i monumenti del periodo romano: Arena, Teatro Romano,
arco dei Gavi, porta dei Borsari, porta dei Leoni, mura di Gallieno, Ponte
Pietra, ecc. del periodo altomedievale restano invece la chiesa di S.
Stefano ed i sacelli di S. Tosca e S. Teuteria a quelli dei SS. Nazario
e Celso. Numerose sono le opere romaniche: da S. Zeno al Duomo, dalla
chiesetta di S. Elena a quella di S. Lorenzo, da S. Giovanni in Valle
a S. Maria Antica, per citare solo le più importanti.
Il periodo gotico vide il fiorire a Verona di un'importante scuola di
pittura (Altichiero, Martino e Stefano da Verona, Pisanello), e di un'architettura
maestosa che si espresse in S. Fermo, in S. Eufemia, nei SS. Apostoli,
in S. Maria della Scala. Gli Scaligeri lasciarono le stupende Arche, il
palazzo di Governo e Castelvecchio.
Rinascimentali sono la cappella di S. Biagio, la Loggia del Consiglio
del Sanmicheli, i palazzi Canossa e Pompei, S. Maria in Organo, S. Giorgio
in Braida, nonché parte delle fortificazioni. Del Seicento è il palazzo
della Gran Guardia, il palazzo Maffei e la chiesa di S. Nicolò. Settecentesco
è lo stupendo Giardino Giusti, mentre dell'800 è il neoclassico municipio
(palazzo Barbieri).

COSA
VEDERE A VERONA
Verona è una città molto ricca dal punto di vista storico-artistico, in
quanto ogni periodo storico ha lasciato delle sue impronte ben conservate.
Per visitare la città chi arriva in treno può servirsi degli autobus che
partono proprio davanti la Stazione. Chi arriva invece in auto può parcheggiare
in lungadige Rubele, in lungadige Panvinio, in p.zza Cittadella, oppure
nei parcheggi della circonvallazione. Quattro sono gli itinerari che consigliamo
per la visita di Verona.
1° ITINERARIO
Si parte da S. Stefano, chiesa romanica sorta nel V sec. su di una antica
area cimiteriale, conservante la facciata del XII sec. ed all'interno
tre navate ed una cripta del X sec.
Prendendo ora il lungadige Redentore si incontra il Ponte Pietra, risalente
al I sec. d.C.; l'antico "pons Marmoreus" a cui deve il nome, è a cinque
arcate asimmetriche costruite con materiali diversi. Del ponte Pietra
ricostruito fedelmente nel 1959 dopo essere stato distrutto dai tedeschi
nel 1945, restano ora l'originario arco a destra e la torre che vi sorge
all'imbocco, eretti da Alberto della Scala nel 1298.
Subito dopo il ponte, sulla sinistra, vi è il Teatro Romano, costruito
nel I sec. d.C. sul fianco del colle S. Pietro come sede di spettacoli
teatrali e riti. Del teatro originario resta ora la cavea e la gradinata
con alcune logge e resti della scena.
A destra vi è la chiesetta dei SS. Siro e Libera, edificata nel 920, ricostruita
e rimaneggiata nel XIV sec. ed in epoca barocca. Dietro il teatro si trova
il convento di S. Girolamo, ora sede del Museo Archeologico che raccoglie
statue, busti, bronzi, vasellame ed oggetti vari soprattutto del periodo
romano.
Continuando ora per l'Interrato dell'Acqua Morta si arriva alla p.tta
deve sorge S. Maria in Organo, chiesa risalente all'VIII sec. ma trasformata
nelle forme attuali nel 1481 dagli Olivetani. La parte inferiore della
facciata è in pietra ed attribuita al Sanmicheli, mentre la superiore,
in stile gotico-romanico, è in cotto e tufo. L'interno, in stile romanico-gotico,
è a tre navate con presbiterio rialzato.
Interessanti sono il coro e la sacrestia perché contengono le splendide
e famose tarsie lignee di Fra Giovanni da Verona.
Dalla chiesa, verso v. Seminario, si arriva a Porta Organa, all'altezza
dell'Isolo, che faceva parte delle mura comunali che chiudevano l'antico
quartiere del Castello a Sud. Per v. porta Organa e v. Giardino Giusti,
si incontra Palazzo Giusti con il celebre giardino. Iniziato nel cinquecento,
il giardino è un classico esempio di "giardino all'italiana" e presenta
una parte pianeggiante che si snoda tra aiuole fiorite, limitate da siepi
di bosso ed ornate da statue e fontane. Attraverso un maestoso viale tra
i cipressi, si arriva in un labirinto settecentesco. Sui fianchi del colle,
il giardino si presenta con un folto e meraviglioso bosco con al centro
un belvedere sostenuto da un mascherone, da cui si gode una vista suggestiva.
Ritornando ora in v. Giusti, si prenda v. S. Maria in Organo e poi a destra
la caratteristica v. S. Giovanni in Valle fino ad incontrare la chiesa
di S. Giovanni in Valle. Chiesa romanica già esistente nell'VIII sec.
e sorta su di un antico cimitero cristiano, venne ricostruita a partire
dal 1117. Costruita interamente in tufo, la chiesa possiede tre navate
e tre absidi. L'interno è a tre navate divise da pilastri e colonne e
presenta un presbiterio sopraelevato in stile rinascimentale. Alle pareti
vi sono resti di antichissimi affreschi. Molto interessante è la cripta
a tre navate con capitelli in vari stili, che presenta costruzione esistente
nell'VIII sec.
Dalla p.tta attigua alla chiesa prendendo per v. Fontane di Sopra, si
sale all'antica Fontana del Ferro in cui da tempo immemorabile sgorgavano
acque fresche e limpide. Prendendo ora per v. Nazareth si arriva a Castel
S. Pietro, caserma costruita dagli austriaci nel 1854 sui ruderi del castello
visconteo. Dal p.le antistante si gode una delle più belle e suggestive
vedute di Verona con la possibilità di individuarne facilmente gran parte
dei monumenti e di osservarne la struttura urbanistica: dall'impianto
romano alle mura e fortilizi austriaci.
Prima di lasciare Castel S. Pietro, diamo un'ultima occhiata alla città
che dolcemente di distende ai suoi piedi ed allora ci potranno venire
in mente quei famosi versi del Barbarani: "Voria cantar Verona, a una
certa ora / de note, quando monta su la luna ... / ... in dove che è piantà
Castel S. Piero, / su le rovine del teatro antico, / védar levarse su
come de fero / tuto intiero, el castel de Teodorico, / e imaginarme rampegada
adosso / 'na Verona cambià nei so colori: / tore e muralie del quarel
più rosso, / case dipinte e ponti levadori".
Per ritornare a S. Stefano si scende ora per il panoramico scalone di
castel S. Pietro. Da qui si può fare un salto a S. Giorgio in Braida con
la possente cupola Sanmicheliana, eretta nel XV-XVII sec. All'interno
vi sono notevoli dipinti del Veronese, Tintoretto, Girolamo dai Libri
e Caroto.
2° ITINERARIO
Iniziamo questo itinerario da P.zza Duomo dove si trova la Cattedrale
eretta sul luogo di preesistenti templi cristiani e rifatta più volte
nel corso dei secoli. La chiesa consacrata nel 1187, fu costruita su un'altra
antica basilica paleocristiana (S. Maria Matricolare) di cui parla il
vescovo Ratoldo già nell'813. La bella facciata, ridisegnata pare dal
maestro Nicolò, è nella parte inferiore tipicamente romanica, mentre nella
superiore è gotica.
L'interno del Duomo è a tre navate con volte a crociera poggianti su robusti
pilastri e presenta quattro cappelle per lato con dipinti ed affreschi
come pure sono affrescati i muri e la volta del presbiterio. Dalla porta
sotto l'organo si accede alla chiesa di S. Giovanni in Fonte, battistero
romanico del Duomo, ricostruito nel 1123 dal vescovo Bernardo, a tre navate
su preesistente edificio dell'VIII-IX sec. all'interno vi è una vasca
battesimale ottagonale, capolavoro della scultura romanica veronese del
XII sec., con sulle facce stupendi bassorilievi con storie della Vergine
e di Cristo.
Lungo la stretta via che corre sul fianco sinistro del Duomo si giunge
alla chiesetta romanica di S. Elena dove Dante per la prima volta lesse
e discusse pubblicamente la sua opera "Quaesito de aqua et terra", nel
1320. Di fronte alla chiesetta, un sottopassaggio porta al lato orientale
a doppio ordine di colonne binate in marmo rosso ed altri due lati a semplice
ordine di colonne.
Sulla destra della p.zza Duomo vi è l'ingresso alla Biblioteca Capitolare,
una delle più importanti d'Europa, fondata nel V sec. dalla Schola Sacerdotum
Sanctae Veronesis Ecclesiae (corrispondente all'attuale Capitolo) possiede
antichi manoscritti codici, incunaboli e miniature, molto rari e preziosi.
Per v. Duomo e v. Massalongo arriviamo ora alla chiesa di S. Anastasia
(grandiosa chiesa gotica dei sec. XIII-XV, con maestoso interno a tre
navate). Proseguiamo quindi per c.so S. Anastasia prendendo a sinistra
per vic. Cavalletto, ed incontriamo le Arche Scaligere: monumentali tombe
dei signori d Verona, a forma di edicole gotiche (arca di Mastino II,
Caansignorio e Cangrande). Siamo subito in p.zza dei Signori con al centro
il monumento a Dante. Sul lato destro è il Palazzo del Comune o della
Ragione, del sec. XII; ha un bel cortile a portico di forme romaniche
con trifore in alto e una scala esterna (scala della Ragione) goticheggiante,
che sale ad un antico portale, ed è sormontato dall'alta torre dei Lamberti.
Segue il palazzo dei Tribunali, con un torrione scaligero e un portale
del Sanmicheli.
Sul lato opposto della piazza sorge l'agile Loggia del Consiglio, fra
le più leggiadre creazioni del primo Rinascimento veneto, costruita verso
la fine del sec. XV, secondo la tradizione, da Fra Giocondo, per sede
del consiglio cittadino. Il rivestimento policromo e la decorazione scultorea
le danno una bella vivacità. Chiude in fondo la piazza il palazzo del
Governo, l'antica reggia degli Scaligeri con grandioso portale del Sanmicheli.
Passiamo ora in P. delle Erbe che occupa il sito dell'antico Foro romano.
La cingono vecchie case e torri e la fanno pittoresca i caratteristici
ombrelloni del quotidiano mercato. Al centro della piazza vi sono la colonna
del Mercato (1401); la berlina o edicola marmorea (XVI sec.), ove si insediano
i signori e i podestà; la fontana di Madonna Verona, e la colonna di S.
Marco. A corona vi sono la trecentesca Domus Mercatorum, la torre del
Gardello ed il palazzo Maffei, nonché le case Mazzanti (con affreschi),
e l'arco della Costa. Da p.zza delle Erbe, per v. Rosa, v. Garibaldi e
v. Pacifico, si ritorna in p.zza Duomo.
3° ITINERARIO
Iniziamo l'itinerario da S. Fermo Maggiore, chiesa edificata da Annone
per custodire le reliquie dei SS. Fermo e Rustico. Edificata nel sec.
VIII, S. Fermo Maggiore venne rifatta nell'XI sec. dai benedettini che
la dotarono di una chiesa superiore ed una inferiore, romaniche. Nel 1313
i frati minori, subentrati ai benedettini, innalzarono delle strutture
gotiche sulle romaniche. L'interno è costituito da un'antica navata con
cinque absidi e presenta un magnifico soffitto a carena plurima del 1314.
Da S. Fermo per v. Dogana, v. Filippini e v. Macello si arriva in v. Pallone
attraversando il popolare e tipico quartiere dei Filippini. In v. Pallone
vi sono le cosiddette mura viscontee, edificate in realtà nel periodo
comunale da Ezzelino (sec. XIII) e poi dotate di merli da Gian Galeazzo
Visconti che vi addossò all'esterno la Cittadella (le feritoie dei merli
guardano infatti verso la città). Seguendo le mura si arriva fino alla
Gran Guardia in P.zza Bra. Passando di fianco al neoclassico municipio
si giunge all'Arena, l'anfiteatro romano risalente al I sec. a.C. che
conserva solo quattro arcate della cinta esterna (l'Ala), crollata per
il terremoto del 1183 e la seconda cinta con due ordini di 72 arcate in
blocchi di pietra bianca veronese con volte e muraglie in sassi e mattoni.
L'interno dell'anfiteatro, a forma di ellisse con una cavea di 44 gradini
che si innalza di 30m, contiene attualmente circa 22.000 spettatori mentre
originariamente ne doveva contenere oltre 25.000, costruita per ospitare
lotte tra gladiatori, cacce e naumachie, l'Arena vide anche il martirio
di alcuni primi cristiani, il rogo dei patarini del 1278 voluto da Alberto
della Scala, mentre sotto la Serenissima divenne sede di case da giuoco
e nelle sue gallerie abitavano "spurcis puellis". Dietro l'Arena vi sono
dei ruderi delle mura di Gallieno fatte costruire da questo imperatore
nel 265 d.C. pr proteggere la città dalle invasioni barbariche.
Nei pressi si trova la chiesa di S. Nicolò, risalente al XII sec., con
facciata moderna ed interno ad una sola navata con cappelle laterali ricche
di statue e dipinti (la chiesa venne edificata nella forma attuale nel
1627).
Prendendo ora per v. Anfiteatro, sull'angolo tra p.zza S. Nicolò e v.
E. Noris sorge il cinquecentesco Palazzetto dei Diamanti, così chiamato
per le bozze di rivestimento, tagliate a forma di diamante. Continuando
per v. Anfiteatro si giunge in p.zza Nogara ed all'incrocio con via Scala.
Qui si trova la Chiesa di S. Maria della Scala fatta costruire da Cangrande
nel 1362. Nell'unica navata interna si aprono alcune cappelle tra cui
la seconda a destra con affresco trecentesco e con i presunti ritratti
di Cangrande e della moglie.
Tornati ora verso v. Anfiteatro, si prende per v. S. Cosimo, dove sorge
il cinquecentesco Palazzo dei "Puoti", così chiamato perché sulla facciata
ha delle statue umane, quasi dei pupazzi (puoti, appunto). Girando a destra
per v. Leoncino e poi a sinistra per v. Tazzoli si ritorna nello stradone
S. Fermo.
4° ITINERARIO
Si parte da P.zza S. Zeno. La facciata in tufo locale è decorata da sottili
lesene marmoree, dal rosone centrale e dal bel portale con pròtiro a capanna
opera del maestro Nicolò, così come i rilievi a destra con scene del Vecchio
Testamento e con la caccia infernale del re Teodorico (cantata da Carducci).
Il pròtiro è sostenuto da colonne poggianti su due leoni stilòfori in
marmo rosso di S. Ambrogio e protegge il meraviglioso portone ornato da
48 formelle di bronzo con scene e storie del Vangelo e della Bibbia e
con fatti di S. Zeno (opera di tre anonimi artisti del XII-XIII sec.).
L'interno della basilica è alto e solenne con un bel soffitto ligneo gotico,
a carena ed è suddiviso in tre navate sorrette da colonne e pilastri cruciformi.
Sull'altare maggiore è il famoso "trittico" del Mantegna rappresentante
la Madonna in trono con santi ed angeli. Nella piazza, la scenografia
è completata, a destra, dall'isolato e possente campanile romanico che
presenta strati alternati di tufo e mattone, ed a sinistra dalla torre
merlata dell'antica abbazia benedettina.
Dalla p.zza di S. Zeno attraverso strade vecchie e pittoresche del quartiere
(p.zza Corrubbio, v. Barbarani, v. S. Giuseppe, ecc.) si raggiunge le
Regaste S. Zeno dalle quali si ha una bella veduta dell'Adige e del ponte
Scaligero su cui si affacciano bei palazzi veneti rinascimentali. Verso
il fondo della via si trova l'antichissima chiesa si S. Zeno in Oratorio
dove si conserva l'enorme sasso su cui la tradizione vuole si sedesse
S. Zeno per pescare le trote dell'Adige. Edificata nel XII sec. sull'oratorio
costruito, pare da S. Zeno, presenta all'interno un'edicola funebre romana.
Si giunge così a Castelvecchio, eretto da Cangrande II nel 1354-57. Imponente
costruzione in cotto, possiede torri e merlature ed un possente ponte
a tre arcate su pilastri turriti, sull'Adige. Il castello è sede del Civico
Museo d'Arte (dipinti di scuola veneta del XIV-XVIII sec., nonché sculture,
stoffe e sete).
Di fianco a Castelvecchio vi è l'Arco dei Gavi (arco romano qui ricomposto
dopo che i francesi lo distrussero nel 1705). Si prenda ora stradone Porta
Palio e si visiti Porta Palio (innalzata dal Sanmicheli tra il 1542 e
1557), si giri quindi a sinistra per vic. S. Bernardino dove trovasi la
quattrocentesca chiesa di S. Bernardino (gotico-rinascimentale con elementi
barocchi, e l'annesso chiostro e convento con notevoli affreschi). Prendendo
infine per v. Saffi e v. Lenotti si ritorna a S. Zeno.
LA
PROVINCIA
La provincia
di Verona si estende nella parte occidentale del Veneto con una superficie
di 3.096 kmq, raggiungendo una lunghezza massima di circa 90 km tra Navene
e Castagnaro ed una larghezza massima di circa 70 km da Peschiera e Roveredo
di Guà. Il suo territorio varia in altitudine dai 12 m s.m. di Terrazzo
ai 2.218 m s.m. di Cima Valdritta sul Monte Baldo. Dei 98 comuni che formano
la provincia, 55 sono in pianura, 27 in collina e 16 in montagna. La popolazione
complessiva è di circa 776.000 abitanti.
CENNI GEOLOGICI
La pianura veronese si distingue in una zona bassa (al di sotto della
linea delle risorgive), formata da depositi alluvionali lasciati dall'Adige
(sabbie fini, argille e ghiaia) e da una zona alta che si è formata dal
deposito alluvionale di grossi ciotoli e ghiaie. La fascia collinare è
invece di origine morenica, (anfiteatri del Garda e Rivoli), fluviale
o sedimentaria. Infine la montagna è suddivisa nella Lessinia (rocce sedimentarie
e vulcaniche dell'Oligocene e Pliocene), e nel Monte Baldo (rocce sedimentarie
calcaree e dolomitiche).
CENNI STORICI
Il territorio veronese fu abitato nel Neolitico (Valpolicella, Bassa),
nell'età del Bronzo (palafitte della zona lacustre ed insediamenti del
legnaghese), e nell'età del Ferro (castellieri lessinici e baldensi).
Ma è con l'avvento dei romani che si assiste allo sviluppo di numerosi
insediamenti lungo le v. Gallica, Claudia Augusta e Postumia, ma anche
in altre località (Valpolicella, Valpantena, Val d'Illasi, Colognese,
basso lago, Villafranchese, ecc.). Cristianizzato nei sec. IV-V e VI,
il territorio veronese si arricchì di chiesette romaniche mentre si formavano
arimannie longobarde e poi insediamenti franchi. Intorno al IX sec. d.
C. i monasteri cittadini estesero i loro possessi nel territorio collinare
e montano, mentre nel X sec. le ripetute invasioni degli Ungheri furono
all'origine del sorgere di castelli e fortificazioni feudali. Nel XII
sec. il comune di Verona assunse sempre più importanza estendendo il suo
dominio sui paesi della provincia (in seguito vi furono contese tra fazioni
e famiglie nobili come i Sanbonifacio, i Montecchi e gli Ezzelino). Con
la signoria Scaligera (1277-1387), tutto il territorio veronese era unificato,
e per difenderne i confini, sorsero numerosi castelli (Malcesine, Torri,
Lazise, Sirmione, Villafranca, Soave, ecc.). Con la caduta degli Scaligeri,
la provincia passò per un breve periodo sotto Visconti e quindi, sotto
la Repubblica veneta (1405). Nei quattro secoli di dominio veneziano la
nobiltà acquisì le terre migliori, valorizzando l'agricoltura e facendosi
costruire sontuose residenze estive. Con l'avvento di Napoleone vi furono
battaglie a Rivoli ed Arcole, mentre nel successivo dominio austriaco
vennero fortificati numerosi centri veronesi (il Quadrilatero). Durante
il Risorgimento sulle colline moreniche gardesane vi furono le battaglie
di Pastrengo, Custoza, Solferino, ecc. Anche dopo l'unificazione (1866),
la parte nord-occidentale del territorio veronese venne fortificata in
quanto prossima al confine (fortificazioni della val d'Adige), mentre
nella I^ Guerra Mondiale si ebbero dei combattimenti sul Monte Baldo e
nella valle dell'Adige.
CENNI ECONOMICI
L'economia veronese pur avendo una tradizione essenzialmente agricola,
si è indirizzata negli ultimi decenni verso varie attività industriali.
I principali settori industriali sono il metalmeccanico (S. Bonifacio,
Legnago), quello dell'abbigliamento e delle calzature (Bussolengo, Cavaion,
Nogara), quello della lavorazione del legno e del mobile in stile (Bovolone,
Cerea, S. Martino B.A.), alimentare (Sommacampagna, S. Martino B.A., Legnago),
del marmo (S. Ambrogio e Lessinia).
L'agricoltura vede una qualificata produzione vitivinicola (Bardolino,
Soave, Custoza, Valdadige, Valpolicella), nonché produzioni ortofrutticole
e cerealicole. Discreto è anche l'allevamento. Buono è l'artigianato ed
il settore commerciale. Infine il turismo (sia italiano come straniero)
sulla riviera gardesana, e nella zona montuosa (di tipo estivo ed invernale),
ha assunto notevoli proporzioni.
LOCALITÀ
DI INTERESSE ARTISTICO, CULTURALE ED AMBIENTALE
Bardolino
Località turistica sul lago di Garda, rinomata per la produzione dell'omonimo
vino. Possiede le interessanti chiese romaniche di S. Zeno e di S. Severo.
Caprino
Centro ai piedi del monte Baldo, ricco di ville (Carlotti, Nichesola,
Cagalli) e di antiche corti rurali. Base per escursioni sul monte Baldo.
Garda
Stazione climatica lacustre con interessante nucleo antico e con la Loggia
cinquecentesca, la villa Albertini e la suggestiva punta di S. Vigiliio.
Molto panoramica è anche la retrostante Rocca.
Illasi
Centro dell'omonima valle, presenta le ville Carlotti e Sagramoso (sec.
XVIII), ed i ruderi di un castello medievale.
Lago di Garda
La sponda veronese del lago va da Peschiera a Malcesine passando dalle
dolci colline ricoperte di vigneti ed oliveti della parte bassa, all'aspra
dorsale del monte Baldo che la chiude a settentrione. Innumerevoli sono
le vestigia storiche ed i monumenti di ogni tempo: dai graffiti preistorici
alle pievi romaniche, dai castelli scaligeri alle numerose ville venete.
Legnago
Principale centro della bassa veronese. Interessanti sono il museo Fioroni
e le numerose corti agricole con ville patrizie.
Lessinia
È costituita da un ondulato altipiano con graziosi centri di villeggiatura
ed attrezzature per gli sports invernali. Presenta interessantissimi aspetti
naturali, geologici ed etnici (ponte di Veja, Covolo di Camposilvano,
vajo di Squaranto, grotte, case in pietra, "giassare", ecc.).
Malcesine
Borgo medievale, oggi sviluppato centro turistico del lago di Garda, conserva
il trecentesco Castello Scaligero ed il rinascimentale palazzo dei Capitani.
Monte Baldo
Famoso per la sua ricca flora e microfauna, il Baldo è una montagna unica
anche per le testimonianze umane (malghe e contrade) e per i suggestivi
panorami che vi si godono durante le escursioni, verso il lago di Garda.
Peschiera
Località turistica sul lago di Garda, conserva una guarnita piazzaforte
militare (faceva parte del Quadrilatero austriaco).
S Giorgio di Valpolicella
Suggestivo centro collinare con una stupenda pieve romanica.
Soave
Centro produttore dell'omonimo vino, è racchiuso nelle mura dell'interessante
Castello Scaligero.
Valeggio sul Mincio
Presenta la neoclassica villa Sigurtà (con stupendo parco), il Castello
Scaligero ed il ponte di Borghetto sul Mincio. Il Mincio dovrebbe divenire
parco naturale.
Valpolicella
Amena vallata dove si produce l'omonimo vino, è ricca di chiesette romaniche
e di stupende ville venete che emergono dai vigneti.
Villafranca
Località risorgimentale, conserva il Castello Scaligero ed alcuni interessanti
palazzi.
ESCURSIONI CONSIGLIATE
1. Il
Lago di Garda ed il Monte Baldo
È un itinerario fra i più belli, paesaggisticamente e culturalmente, del
Veneto. Da Verona si prende per Bussolengo e Lazise (Castello Scaligero,
Dogana Vecchia), si continua per Cisano (pieve di S. Maria) e Bardolino
(chiese romaniche di S. Zeno e di S. Severo). Si prosegue lungo la sponda
del lago fino a Garda (Loggia cinquecentesca, villa Albertini, centro
storico medievale) ed a S. Vigilio (suggestiva punta con porticciolo e
villa Brenzoni). Da qui è possibile un'escursione per visitare le incisioni
rupestri di Monte Bre e monte Luppia. Si prende ora per Torri del Benaco
(Castello Scaligero e museo), e per Brenzone. Da qui si sale verso il
monte Baldo per una stretta e rapida strada che taglia tutto il versante
occidentale in uno scenario molto interessante dal punto di vista della
vegetazione. Si arriva quindi a Prada da cui sono possibili numerose escursioni
sulle cime del monte Baldo. Si scende ora a Lumini (piccolo centro dalle
caratteristiche case in pietra), e si raggiunge Caprino (settecentesca
villa Carlotti, villa Nichesola, croci votive). Si ritorna quindi a Verona
passando per Affi.
2. La Valpolicella e la Lessinia occidentale
Dall'amena e fertile (ricca di vigneti e di testimonianze storico-artistiche),
si passa ad uno scenario montano con interessanti emergenze antropiche.
Da Verona si prende per Parona e per Pedemonte (cinquecentesca villa palladiana
di S. Sofia), quindi si prosegue per S. Floriano con bella pieve romanica
dell'XI-XII sec., e per S. Ambrogio. Si sale ora a S. Giorgio di Valpolicella
(suggestiva pieve romanica e museo). Per Monte e Cavalo si sale a Breonio,
dove è d'obbligo fare una deviazione a Gorgusello, tipico villaggio in
"pietra di Prun". Si continua per Fosse (centro di soggiorno ai piedi
del Corno d'Aquilio), e per S. Anna d'Alfaedo (chiesa romanica di S. Giovanni
in Loffa, abitazioni in pietra, "giassare"). Da qui si scende a Giare
per visitare l'imponente ponte di Veja, e quindi per Negrar (villa e parco
Rizzardi, campanile romanico, chiesa di S. Pietro a S. Peretto), ritornando
poi a Verona.
3. La Lessinia centro-orientale
È un itinerario nella zona tredici-comunigiana alla scoperta di bellezze
naturali ed antropiche. Da Verona si prende per Grezzana, dopo aver deviato
per S. Maria in Stelle (Pantheon paleocristiano) ed essersi fermati a
villa Arvedi. Si sale quindi a Cerro e si prosegue per Boscochiesanuova
(malghe, chiesette settecentesche, escursioni). Ora si prende per Valdiporro
e Camposilvano (Covolo e valle delle Sfingi); quindi per Velo (Purga di
Velo), si scende a Selva di Progno, proseguendo per Giazza (paese cimbro,
museo etnografico). Da Giazza sono possibili delle escursioni sul Monte
Carega ed in val Fraselle. Si ritorna ora a Selva di Progno e di sale
a Bolca (Pesciara, museo dei fossili), si giunge a S. Bonifacio (abbazia
di S. Pietro Apostolo). Da qui si visita Soave (castello Scaligero, palazzo
dei Capitani e palazzo Cavalli), ritornando a Verona.
4. I luoghi Risorgimentali
Itinerario tra le località che videro svolgersi molte battaglie ed eventi
del Risorgimento, si snoda nella zona collinare e piana a Sud del Lago
di Garda. Da Verona si prende per Sommacampagna (villa Le Zerbare, Cà
Zenobia, villa "Mille e una Rosa"), e quindi ci si dirige a Villafranca
(castello, palazzo Morelli-Bugna, museo Risorgimentale, cippi commemorativi).
Da qui si va a Custoza (Ossario, villa Ottolini), proseguendo quindi per
Valeggio sul Mincio (Castello Scaligero, villa e parco Sigurtà, centro
di Borghetto, e per Salionze, località che vide nel 452 l'incontro tra
Attila e papa Leone. Ora si è subito a Peschiera (fortificazioni austriache),
e quindi si ritorna a Verona.
5. La Bassa e il Riso
È un itinerario nella pianura a Sud di Verona, tra ville e corti agricole
in cui si coltiva ancora il riso. Da Verona si prende per Buttapietra
(villa Giuliari) e per Isola della Scala (villa Pindemonte al Vò, "pila"
a Passalongo, Bastia romanica). Quindi si devia per Erbé (S. Maria Novella,
villa Gallici, villa Grimani a Pontepassero), e si prosegue per Nogara
(villa Betti, villa Maggi). Da qui si ritorna a Verona passando per Isola
della Scala e Buttapietra.
GASTRONOMIA TIPICA
La cucina veronese, pur nella sua semplicità, offre piatti raffinati e
gustosi. Tra i primi ricordiamo gli gnocchi che si gustano nel periodo
carnevalesco, le "paparele (tagliatelle cotte in brodo), coi fegadini",
le tagliatelle coi piselli, i risotti. Fra i secondi vi è la carne lessa
con la "pearà" (salsa con pane grattugiato, midollo di bue, brodo e pepe),
la "pastissada de caval" (brasato di carne di cavallo precedentemente
macerata nel Valpolicella), i vari salumi all'aglio, l'anitra arrosto
con ripieno, i pesci di lago, arrosti di cacciagione. Tra la frutta, consigliamo
le pesche, pere, ciliegie e fragole della zona. Come dolce vi sono la
"brassadela" (ciambella pasquale), il nadalin (dolce natalizio), ed il
famoso pandoro. Buona è anche la colomba pasquale.
E passiamo ai vini: si va dal bianco di Custoza, Soave e Valdadige, ai
rossi Bardolino, Valpollicella e Valdadige. Inoltre c'è l'Amarone ed il
Recioto Valpollicella (vini superiori), il chiaretto Bardolino, ed il
Recioto di Soave. Molto buoni gli spumanti Durello e Chiaretto Brut.
LA MONTAGNA VERONESE
Il monte Baldo e la Lessinia rappresentano le montagne più vicine e facilmente
raggiungibili dalla pianura padana. Se la montagna veronese non può competere
con le Dolomiti ha però una sua bellezza suggestiva fatta di verdi prati,
di piccoli paesi, di baite e malghe, e di meraviglie anche uniche: dagli
stupendi fossili di Bolca, alla rara flora baldense dal grandioso ponte
naturale di Veja, al Covolo di Camposolvano.
In inverno, il monte Baldo e la Lessinia offrono una serie di piste che
sono le più vicine alla pianura, piste per tutte le esigenze e numerosi
itinerari per lo sci di fondo e da escursionismo. Vi sono così i centri
del monte Baldo: Tratto Spino di Malcesine, Novezza di Ferrara di Monte
Baldo, Prada - Costabella di S. Zeno di Montagna, mentre per la Lessinia
c'è: S. Giorgio di Boscochiesanuova, Conca dei Parpari di Rovere, Campofontana
di Selva di Progno, Velo. Per il
In estate numerose sono le possibilità di escursione lungo tranquilli
sentieri o suggestivi itinerari, sempre ben segnalati. Consigliamo la
traversata del monte Baldo da Prada a Prà Alpesina o da Prada Novezza,
mentre per la Lessinia, la salita sul Carega dal rifugio Revoltoo da Giazza
(per la fondo, sempre in Lessinia, c'è Passo Fittanze ad Erbezzo, la Translessinia
(grande pista da fondo da 14 km, con allaccianti e varianti di km 6 e17),
Bocca si Selva; nonché i gruppo del Monte Carega per lo sci escursionismo.
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