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LA CITTA'
Venezia
sorge nella laguna Veneta a m 1 s.l.m., su di un arcipelago di 118 isolette,
collegate da oltre 400 ponti e ponticelli, e rinforzate da milioni di
tronchi di larice che formano tutta una serie di piattaforme su cui si
è venuta costruendo la città. Città di acque e canali, Venezia possiede
la più vasta concentrazione di edifici storico-artistici esistente al
mondo. Pittoresca per eccellenza, con l'intersecarsi delle sue calli,
canali, ponti e campi, Venezia incanta con la sua storia antica di colori
e odori e con la suggestiva commistione di antico e di moderno. Costruita
su palafitte a partire dal V sec., Venezia sta oggi lentamente affondando
nella laguna per l'inesorabile e secolare sollevamento delle acque ed
assiste al danneggiamento delle sue fondamenta dovuto al continuo moto
ondoso provocato dalle imbarcazioni.
Inoltre Venezia si sta spopolando come città, mentre i suoi principali
monumenti artistici vengono minacciati dallo smog delle installazioni
industriali di Marghera.
Il comune di Venezia ha una superficie di 457 kmq.
CAP 30100. Prefisso telefonico 041.

COME
SI ARRIVA
Venezia si raggiunge in auto con l'autostrada A4 Milano-Venezia, e Venezia-Trieste,
e A27 Venezia-Vittorio Veneto (caselli di Mestre Est e Ovest), percorrendo
il Ponte della Libertà fino al Terminal di p.le Roma (12-15 km), (parcheggio
nei garages Comunale e S. Marco e nell'adiacente Isola del Tronchetto).
In treno è collegata con Milano, Bologna, Trieste e Treviso. La Stazione
Ferroviaria di Venezia-S. Lucia è in Fondamenta S. Lucia.
Venezia è raggiungibile anche via mare al porto delle Zattere-S. Basilio
(Capitaneria di Porto in S. Marco 1324). L'aeroporto Marco Polo è a Tessera
(km 13), mentre vi è l'aeroporto civile al Lido S. Nicolò. Venezia dista
8 km da Mestre, 31 km da Padova, 25 km da Treviso, 146 km da Trieste,
112 km da Udine, 70 km da Pordenone e 142 km da Ravenna.

CENNI
STORICI
Venezia deve la sua origine alle invasioni barbariche che nel V sec. (Visigoti
e Unni) e nel VI sec. (Ostrogoti e Longobardi), costrinsero molti abitanti
a trovare rifugio nelle isole della laguna veneta. L'attuale rione di
Rialto fu il borgo originario (Civitas Rivoalti) che radunò attorno a
sé i diversi nuclei lagunari. Inclusa nell'esarcato di Ravenna, rimase
sotto il dominio dell'Impero d'Oriente, anche se già nel 725 eleggeva
un proprio capo (doge).
A partire dal IX sec. Venezia si sviluppò enormemente in senso economico
anche se formalmente dipendeva ancora da Bisanzio. Intorno al 1000 i veneziani
si sono già assicurati il dominio del mare Adriatico ed espandono i loro
commerci verso l'Oriente. Nel 1204 con la partecipazione alla quarta Crociata,
Venezia ottiene numerosi possedimenti nel Mediterraneo, divenendo una
delle più potenti repubbliche marinare.
Con la sconfitta di Genova nel 1380, Venezia accresce ancora di più la
sua potenza; la città si arricchisce di splendidi palazzi che si affacciano
sui canali e di numerose opere d'arte. Nel XIV sec. e XV sec. Venezia
si interessa anche della terraferma veneta espandendo il suo dominio fino
in Lombardia a scapito dei Visconti (nel 1454 dopo aver occupato le città
venete, arriva fino all'Adda).
Nei sec. XV e XVI Venezia dovette fronteggiare i turchi, che lentamente,
ma inesorabilmente le tolsero diverse colonie d'oltremare. Dopo la tregua
seguita alla vittoria di Lepanto contro i turchi del 1571, nel XVII sec.
Venezia perdette anche Creta ma restò sempre una potenza economica.
È in questo periodo (sec. XVI-XVIII) che Venezia si dedica principalmente
allo sviluppo economico, sociale ed artistico della città e dell'entroterra.
Nel 1797 la gloriosa Repubblica Veneta deve soccombere ai francesi di
Napoleone che la cedono all'Austria. La città vide numerose lotte risorgimentali
finché nel 1866 fu annessa al Regno d'Italia. Nella II guerra mondiale
vide lo sviluppo di un consistente movimento antifascista e partigiano.
VENEZIA, UNA CITTÀ MERAVIGLIOSA MA CON TANTI PROBLEMI.
Nata
come sfida al mare, Venezia è una città anfibia la cui natura ha impregnato
anche la sua vita. Circa 1000 anni di unità e di indipendenza sotto un
governo oligarchico molto efficiente, hanno contribuito a creare una città
perfetta, di eccezionale bellezza, facilmente percorribile a piedi od
in barca, con notevoli attrezzature civili, ma una città che oggi è in
declino sia dal punto di vista fisico che sociale.
Venezia affonda lentamente. Rispetto al principio del secolo la velocità
di sprofondamento è raddoppiata ed oggi si arriva alla media di 2,8 mm
all'anno. Inoltre vi è il continuo logorio delle sue fondamenta (pali
di legno mineralizzati) dovuto alle maree ed al moto ondoso provocato
dalle imbarcazioni a motore che percorrono i canali.
Ancora vi è l'inquinamento provocato dalla zona industriale di Mestre-Marghera
che consuma i suoi principali monumenti, per non parlare del degrado e
del decadimento fisico di numerosi edifici. Ma se questi sono problemi
a cui si sta cercando di dare una risposta con l'ausilio della tecnica,
di leggi speciali e di aiuti internazionali, poco si fa contro il decadimento
demografico, lo spopolamento e la rapina di abitazioni. Venezia invecchia,
manca di case salubri e decenti, per cui la gente, in particolare i giovani,
fugge a Mestre in cerca di una casa abitabile.
A Venezia vi sono scarse attrezzature ed attività sportive mentre numerose
case sono vuote, altre trasformate in provvisori esercizi turistici per
l'estate, altre sono di proprietà di ricchi stranieri. Se d'estate Venezia
è stracolma di turisti, d'inverno è vuota, con una vita sociale spenta.
Tutte queste contraddizioni unite al difficile rapporto esistente tra
Venezia e Mestre anche a livello comunale, ne fanno una città complessa
e problematica ma una città che resta sempre meravigliosa e che non deve
avere un futuro di città-museo.
CENNI ECONOMICI
Venezia offre opportunità di lavoro nel settore del turismo, dei servizi,
dell'artigianato, delle attività portuali e commerciali (importante è
il movimento del porto), delle attività culturali (grazie alle numerose
istituzioni, musei, e all'Università). Per quanto riguarda la terraferma,
a Marghera sono addetti all'industria 30.000 persone, nel settore petrolchimico
e chimico (fertilizzanti, acido solforico), e della metallurgia (alluminio,
rame, zinco, acciaio), rappresentando uno dei maggiori complessi industriali
del Mediterraneo. Inoltre, sempre a Mestre-Marghera vi sono i settori
industriali del vetro, dei materiali da costruzione, della meccanica e
cantieristica, della ceramica e dell'edilizia.

PROFILO
ARTISTICO
La configurazione urbana attuale di Venezia corrisponde ancora all'assetto
medievale con strade strette e tortuose sulle isole (calli), piazze e
piazzette (campi e campielli, proprio perché tenuti a prato con alberi),
canali e ponti. Dal punto di vista artistico, Venezia ha saputo appropriarsi
di modelli stilistici esterni, adattandoli alle sue esigenze di città
sull'acqua.
In architettura restano le testimonianze e gli influssi bizantini (la
basilica di S. Marco con le sue cupole e i mosaici dorati, la Cattedrale
di Torcello), mentre l'arte gotica, ricca di trafori e policromie esplode
nel XIV sec. dando vita allo stile gotico-veneziano (palazzo Ducale, Ca'
d'Oro, palazzi del Canal Grande, chiesa dei SS. Giovanni e Paolo, chiesa
dei Frari).
Il rinascimento si esprime in modi propri nel XVI sec. con architetti
come il Sanmicheli, il Sansovino, il Longhena, il Lombardo (libreria Marciana,
chiesa di S. Giorgio, chiesa del Redentore). Il Palladio, prima ancora
di costruire ville in terraferma operò mirabilmente a Venezia con il suo
alto senso dell'equilibrio tra edificio e paesaggio.
L'architettura barocca è presente a Venezia in S. Maria della Salute ed
a Ca' Pesaro, mentre il sec. XVIII vede il trionfo della pittura veneziana
con il Tiepolo, il Longhi, il Canaletto, il Guardi, preceduti nel XVII
sec. dal Veneziano, nel XVI sec. da Tiziano, Lotto, nel XV sec. dal Mantegna,
da Bellini e da Carpaccio. Veronese e Tintoretto. Venezia è anche celebre
per le sue arti minori come quella vetraria, quella dei merletti, l'oreficeria,
il ferro battuto, l'intaglio e la lavorazione del legno.

COSA
VEDERE A VENEZIA
Per visitare e conoscere Venezia vi consigliammo di tralasciare le classiche
mete del turismo e di girarla soprattutto a piedi, "perdendovi" tra calli
e campielli alla ricerca di quella Venezia più vera ed ancora viva, ascoltando
il dolce vociare dei veneziani. Ma per far questo è necessario venire
a Venezia quando non è invasa dai turisti e cioè in autunno, inverno e
primavera: anche se troverete l'acqua alta, potrete girare liberamente
per i suoi 6 Sestieri (corrispondenti ai quartieri): S. Marco, Castello,
S. Paolo, S. Croce, Cannareggio e Dorsoduro, seguendo la particolare toponomastica
comprendente: fondamenta, calli, campi, salizzade (strade selciate), canali,
rii, ponti, rio terrà (rio interrato), ecc.
Inoltre vi imbatterete in tutta una serie di edifici particolari: dai
palazzi alle case-fontego (residenze di mercanti), dalle scuole (sedi
di confraternite), ai magazzini, dai conventi agli squeri (cantieri di
fabbricazione delle barche), alle chiese, ecc. la toponomastica veneziana
vi farà riscoprire e ricostruire le diverse funzioni dei Sestieri e di
alcune parti della città che oggi hanno mutato utilizzo e destinazione.
Partendo da p.le Roma e dalla stazione ferroviaria di S. Lucia proponiamo
quattro itinerari da compiersi a piedi o in vaporetto (usufruendo delle
linee di navigazione ACTV).
1° ITINERARIO
Da p.le Roma per le Fondamenta S. Simeone ed il ponte degli Scalzi si
arriva alla stazione di S. Lucia. Qui si trova la Chiesa degli Scalzi
eretta dal Longhena in stile barocco e con all'interno affreschi del Tiepolo.
Prendendo per Lista di Spagna si arriva nel Campo di S. Geremia con l'omonima
chiesa conservante il campanile romanico ed opere pittoriche di Palma
il Giovane e Marchiori.
Attraverso il ponte di Cannareggio si è nel Rio Terrà S. Leonardo e quindi
nella Strada Nuova (sinagoga, la neoclassica chiesa della Maddalena, la
chiesa di S. Fosca e quella di S. Felice). A questo punto si prende a
destra per la Ca' d'Oro, stupendo palazzo quattrocentesco in stile gotico
fiorito, ricco di marmi nella facciata che dà sul Canal Grande (all'interno
conserva una galleria d'arte).
Riprendendo la Strada Nuova si toccano la chiesa di S. Sofia con il campanile
romanico, l'ex scuola dell'Angelo Custode (ora chiesa valdese), e si arriva
in Campo SS. Apostoli con l'omonima chiesa (con dipinti del Veronese e
del Tiepolo e la rinascimentale cappella Corner).
Da qui si prende per la chiesa di S. Giovanni Crisostomo (rinascimentale,
con opere di Bellini e Lombardo), si percorre la Salizzada di S. Canciano
(strada pavimentata in trachite, percorso molto frequentato un tempo)
e di arriva in Campo S. Maria Nova dove c'è S. Maria dei Miracoli, opera
rinascimentale di Lombardo, ricca di marmi e con volte a cassettoni.
Per la calle Larga G. Gallina eccoci ora in campo SS. Giovanni e Paolo
dove si possono ammirare la Scuola di S. Marco (con rinascimentale e marmorea
facciata), il Monumento al Colleoni di Andrea Verrocchio, e la gotica
Chiesa dei SS. Giovanni e Paolo con all'interno 25 sepolcri di dogi e
dipinti di Lotto, Veronese, Vivarini e Bellini (eretta dai domenicani
nel XIV sec., è il pantheon della città).
Da qui per Barberia delle Tole si visita S. Francesco della Vigna (chiesa
rinascimentale eretta su disegno del Sansovino), e quindi per campo delle
Gatte e calle dei Furlani si arriva alla Scuola di S. Giorgio degli Schiavoni
(sede della quattrocentesca corporazione dei Dalmati), conservante uno
stupendo ciclo pittorico del Carpaccio. Siamo qui al centro del Sestiere
di Castello, un quartiere operaio collegato in passato alla vita dell'arsenale.
Inoltrandoci ora nel dedalo delle calli e dei campi, seguiremo il rio
dell'arsenale dove vi sono le alte mura (le sole che vi siano a Venezia)
che cingono la sede dell'antica potenza militare e commerciale di Venezia.
Siamo all'arsenale, il centro militare della repubblica di Venezia, dove
venivano costruite le navi della flotta, oggi in disuso e chiuso al pubblico.
Seguendo il rio dell'arsenale si incontra il Museo Storico Navale, quindi
si giunge in riva S. Biagio e per riva degli Schiavoni (dove hanno sede
i più famosi alberghi veneziani), eccoci a S. Marco.
2° ITINERARIO
Si parte sempre da p.le Roma o dalla Stazione ferroviaria e ci si dirige
a S. Rocco, la cui bella facciata settecentesca è ricca di sculture di
Marchiori e Morleiter (all'interno opere di Tintoretto, Pordenone e Ricci).
Quasi di fianco si trova la Scuola di S. Rocco, cinquecentesca, con un
ciclo di 56 pitture del Tintoretto.
Passando all'attiguo campo dei Frari vi è la Basilica dei Frari con un
bel campanile trecentesco e all'interno dipinti di Veneziano, Bellini,
Tiziano, Tiepolo e Palma il Giovane. Da qui si prende per campo S. Aponal
con bella facciata gotica dell'omonima chiesa, quindi la Ruga Vecchia
dove si incontra la chiesa di S. Giovanni Elemosinaro.
Percorrendo la Ruga degli Orefici siamo ora al Ponte di Rialto, posto
al centro del Canal Grande, dove sorse nel cinquecento al posto di un
ponte di legno. Suggestivo e splendido per le sue sculture e decorazioni,
è il centro dell'antico quartiere commerciale e mercantile di Venezia.
Rialto era il centro finanziario su cui si basava la potenza commerciale
della Serenissima. Qui vi erano banche pubbliche e private, i fondachi
più importanti come quello dei Tedeschi (oggi sede delle Poste), e dei
Persiani, numerose botteghe commerciali d'ogni tipo, genere e derivazione.
Di fronte al ponte di Rialto vi è il campo di S. Bartolomeo ed iniziano
le Mercerie che conducono a S. Salvatore, chiesa seicentesca con importanti
dipinti di Bellini e Tiziano. Sempre seguendo le Mercerie, una delle più
animate e tipiche di Venezia, ricca di eleganti negozi, siamo ben presto
a S. Giuliano e prendiamo e sinistra per calle delle Bande che ci fa sbucare
a S. Maria Formosa, chiesa del 1492 con interessante trittico di Vivarini
e polittico di Palma il Vecchio.
Nei pressi è la Pinacoteca Querini Stampalia che raccoglie stupendi dipinti
di Bellini, Palma il Giovane e Palma il Vecchio, Tiepolo, Longhin e Tintoretto.
Da qui traversando in parte il Sestiere di Castello e per Calle Larga
S. Marco, si giunge in piazza S. Marco.
3° ITINERARIO
Da p.le Roma o dalla Stazione ferroviaria si prende il vaporetto della
Linea 1 e si segue il Canal Grande, stupenda strada d'acqua su cui si
affacciano nobili palazzi artisticamente decorati, fino a S. Marco. Si
incontra così il ponte degli Scalzi, il palazzo Vendramin Calergi, la
Ca' d'Oro, il Fondaco dei Tedeschi, il ponte di Rialto, i palazzi Farsetti,
Grimani, Benzon, Corner Spinelli e Grassi.
Superato il ponte dell'Accademia, sfilano ora i palazzi Cavalli Franchetti,
Corner e Pisani Gritti e di arriva quindi in p. S. Marco (abbiamo descritto
qui i palazzi del lato sinistro del Canal Grande, ma come non ricordare
anche quelli del lato destro come i palazzi Pesaro e della Regina, le
Fabbriche Vecchie e Nuove, la Ca' Foscari, i palazzi Rezzonico e Barbarigo,
S. Maria della Salute e la Dogana da Mar). si tratta di una serie di marmorei
palazzi dell'antica nobiltà veneziana, costruiti nel periodo che va dal
XII al XVIII sec. ma soprattutto nel XIV e XV sec., la maggior parte in
stile gotico veneziano.
Piazza S. Marco è il cuore religioso e politico della Serenissima fin
dall'828 quando, secondo la tradizione, venne portato in questo luogo
il corpo dell'evangelista S. Marco, abilmente sottratto con l'inganno
ad Alessandria d'Egitto da due veneziani. Una delle più belle piazze del
mondo, S. Marco, presenta la Basilica, iniziata nell'829 ed in seguito
rifatta ed ampliata e consacrata nel 1094. In stile greco-bizantino ha
cinque cupole rivestite in bronzo e stupendi mosaici dorati sulla facciata,
del XII-XIII sec., con i quattro cavalli bronzei, opera greca del IV-III
sec. a.C.
L'interno è ricchissimo di mosaici di tutti gli stili e appartenenti a
vari secoli. Piazza S. Marco, lastricata nel 1267 per ospitarvi feste,
balli e tornei, fu chiusa dalle Procuratie Vecchie erette entro il 1514
da Coducci e da quelle Nuove terminate dal Longhena nel 1640. Il bell'Orologio
dei due Mori fu costruito nel 1497. Infine il Campanile di S. Marco (su
cui è necessario salire per godere di un panorama della città), fu costruito
in varie riprese tra l'888 ed il 1173. Rifatto nel XVI sec., cadde nel
1902 ma fu ricostruito fedelmente nel 1912.
In p.tta S. Marco vi è il Palazzo Ducale, iniziato nell'814 ed ampliato
a più riprese nel XIV e XV sec. Non fu solamente la dimora dei dogi ma
ospitava tra le sue mura tutti i poteri della repubblica: legislativi,
esecutivi e amministrativi.
Così nel cortile interno si svolgevano i processi mentre le prigioni erano
attigue la palazzo, collegate dal Ponte dei Sospiri. Il palazzo presenta
porticati e logge gotiche con sopra un rivestimento policromo fatto di
losanghe in marmo bianco, rosa e grigio.
L'interno conserva le sale d'Armi del Consiglio dei Dieci (con circa 2.000
armi del XV e XVI sec.), e la sala del Consiglio dei Dieci con ricchissimi
intagli e dorature del soffitto e con dipinti del Veronese e del Tiepolo.
Di fronte al palazzo Ducale vi è la Libreria Marciana, opera cinquecentesca
del Sansovino con portico e loggia balaustrata.
Da p. S. Marco, passato il Ponte della Paglia (da cui si vede il ponte
dei Sospiri), si è sulla Riva degli Schiavoni dove a S. Zaccaria si può
prendere il vaporetto per l'isola di S. Giorgio dove si visita la chiesa
iniziata dal Palladio nella seconda metà del cinquecento. È d'obbligo
salire sul settecentesco campanile di S. Giorgio per ammirare la suggestiva
visione di Venezia e della laguna.
Da S. Giorgio riprendendo il vaporetto si arriva alle Zattere. Da qui
seguendo le Zattere si giunge a S. Maria della Salute, tempio ottagonale,
capolavoro del Longhena, con grandiosa cupola centrale. Costruita nel
XVII sec., la chiesa ha una monumentale facciata ricca di statue e all'interno
opere di Tiziano, Longhena, Tintoretto. Di fianco, sulla punta della Salute
vi è la settecentesca Dogana di mare.
Da qui si attraversa il rio della Salute, quello della Fornace e di S.
Vito ed eccoci alla Galleria dell'Accademia, la più grande raccolta di
pittura veneta dal XIV al XVIII sec. in cui è indispensabile ammirare
i capolavori di Canaletto, Giorgione, Bellini, Mantegna, Piero della Francesca,
Veronese, Tintoretto, Carpaccio, Tiepolo, Lotto, Tiziano.
Attraversato ora il ponte dell'Accademia siamo in campo S. Vidal e quindi
in campo S. Stefano (bella chiesa gotica di S. Stefano). Prendiamo per
campo S. Maurizio e ci dirigiamo quindi, seguendo il rio di S. Maurizio,
al luogo dove si possono osservare le rovine del teatro La Fenice, edificio
settecentesco con facciata neoclassica distrutto da un incendio nel gennaio
del 1996 ed ora in fase di ricostruzione. Da qui, per S. Maria Zobenigo,
Calle Larga XXII Marzo e Salizzada S. Moisè, ritorniamo in p. S. Marco.
4° ITINERARIO
Questo itinerario porta a visitare le isole della laguna a Nord di Venezia
in cui si insediarono i primi abitanti fuggiti dall'entroterra per le
invasioni barbariche, costituendo il nucleo originario di Venezia. È quindi
un viaggio per conoscere le origini della città.
Si parte dalle Fondamenta Nuove (raggiungibili con il vaporetto da p.le
Roma e dalla Stazione), con il vaporetto si arriva a Murano passando dalla
suggestiva isola di S. Michele, cimitero di Venezia. Murano, famosa per
le vetrerie (visitare il museo vetrario che raccoglie opere dell'antico
artigianato del vetro), conserva la cattedrale di S. Donato con abside
a porticato e stupendo pavimento a mosaico in stile veneto-bizantino.
Da Murano sempre con il vaporetto si arriva a Burano, un suggestivo villaggio
di pescatori, famoso per i merletti al tombolo, con case basse, colorate
a tinte diverse.
Procedendo si arriva all'isola di Torcello dove si può ammirare la cattedrale
con i suoi splendidi mosaici e la chiesa romanica di S. Fosca. Torcello
fu uno dei primi fiorenti centri abitati della laguna, fondato dai profughi
della città romana di Altino. Da Burano si può raggiungere in barca l'isola
di S. Francesco del Deserto il cui monastero, secondo la tradizione, fu
fondato da S. Francesco; vera oasi di pace tra i cipressi.
LA
PROVINCIA
La Provincia
di Venezia ha una superficie di 2460 kmq ed occupa la posizione più orientale
del Veneto allungandosi a semicerchio alle spalle della laguna veneta
con una profondità che varia dai 25 ai 35 km. Il suo territorio ha un'altitudine
che va dai -3 ai 20 m s.l.m. e comprende 43 comuni.
CENNI GEOLOGICI
Il territorio della provincia di Venezia è costituito da pianure di origine
alluvionale e dalla laguna di Venezia, un consistente bacino interno,
con acqua alta in media 60 cm, ricco di isole e percorso da canali e barene,
chiuso verso il mare dalla penisola del Cavallino e dalle isole del Lido
e di Pellestrina.
CENNI STORICI
La storia della provincia di Venezia è anteriore alla nascita della città
lagunare. Infatti già in epoca veneta e poi in quella romana assunse grande
importanza il centro di Altino situato alle spalle della laguna, nodo
cruciale di vie di comunicazione. Sempre in epoca romana divenne centro
famoso anche Concordia Sagittaria, situata nei pressi di Portogruaro.
L'entroterra lagunare subì devastazioni in seguito alle invasioni barbariche
e a quella longobarda (determinando l'esodo delle popolazioni sulle isole
della laguna e la fondazione di Venezia). Nei sec. XIII e XIV la provincia
veneziana subì il dominio dei Da Camino e dei Carraresi fino alla completa
conquista da parte di Venezia, di cui seguì in seguito le sorti.
CENNI ECONOMICI
Dal punto di vista agricolo la provincia vede una discreta produzione
cerealicola, orticola e fruttifera, lo sviluppo della floricoltura ad
una discreta produzione di vino. L'industria è concentrata soprattutto
nella zona di Mestre-Marghera (chimica, metallurgica, petrolchimica, cantieristica)
ma è sviluppata anche in altre zone nei settori alimentare, del vetro,
tessile, edile.
Altro settore trainante nell'economia veneziana è il turismo (concentrato
soprattutto a Venezia -Mestre), mentre una certa consistenza ha il commercio
e l'artigianato. A livello occupazionale c'è da considerare infine il
settore della Pubblica Amministrazione (Regione) concentrato sempre nei
due centri di Venezia e Mestre.
LOCALITÀ
DI INTERESSE ARTISTICO, CULTURALE ED AMBIENTALE
Caorle
Antico porto di Concordia Sagittaria, conserva una interessante cattedrale
romanica dell'XI sec. in stile bizantino - ravennate con alto campanile
cilindrico.
Chioggia
Importante centro della laguna, conserva numerose testimonianze artistiche
tra cui il trecentesco Granaio, l'oratorio di S. Martino, il Duomo, la
Piazza Vescovile e la chiesa di S. Domenico.
Concordia Sagittaria
Antica colonia militare romana, conserva edifici paleocristiani, la basilica
degli Apostoli, la Cattedrale ed il Battistero.
Laguna Veneta
Suddivisa nella laguna Nord e Sud. La Nord possiede molte barene e "laghi"
salmastri con tipici casoni da pesca. La Sud è ricca di valli da pesca
e da caccia e presenta casse di Colmata. Interessante è la vegetazione
"alofila" e l'avifauna.
Lido di Jesolo
È una delle più note stazioni balneari del Veneto, ricca di alberghi,
campeggi e strutture sportive e ricreative.
Malcontenta
Vi sorge la cinquecentesca villa palladiana dei Foscari, un classicheggiante
ed armonico palazzo veneto.
Portogruaro
Centro agricolo ed industriale con i bei palazzi veneti ed un interessante
centro storico con lunghe strade e portici. Bello è il gotico palazzo
Comunale.
Stra
Vi sorge villa Pisani (del sec. XVIII) attorniata da un magnifico parco.
ESCURSIONI
CONSIGLIATE
1. La
laguna veneta
È in itinerario nella laguna Nord e Sud, ricca di pesci, crostacei e molluschi
che si sviluppano in gran quantità nelle basse e fertili acque salmastre
lagunari e ricca di avifauna (cannaiolo, migliarino, trabusino, airone
rosso, germano, alzavola, gabbiano reale, ecc.).
Per visitare la laguna Nord si parte dal Tronchetto (Venezia) in vaporetto
o motoscafo, si passa dal canale della Giudecca, si costeggia Murano e
si arriva a Torcello (cattedrale di S. Maria e mosaici bizantini). Si
continua lungo il canale di Burano, di S. Felice, Riga e dei Bari e si
arriva al Cavallino. Da qui si torna per il canale di S. Felice, Treporti
e Punta Sabboioni.
La laguna Sud si visita sempre dal Tronchetto e navigando lungo il canale
di S. Angelo, quello di Malamocco e di Piovego fino al Casone di Valle
Zappa. Da qui si torna per la Tagliata Nuova osservando le casse di Colmata
D ed E (dove era prevista la terza zona industriale).
2. L'alto veneziano
È un itinerario nell'entroterra lagunare alla scoperta delle radici di
Venezia. Partendo da Venezia con il traghetto, si raggiunge il Cavallino
e quindi il Lido di Jesolo. Da qui si arriva ad Eraclea e quindi a Caorle
(cattedrale romanica), e si procede per Concordia Sagittaria (basilica
degli Apostoli , Cattedrale, Battistero, recinti sepolcrali), e per Portogruaro
(Duomo, palazzo Comunale, museo Concordiese). Si prende quindi per Mestre
e ci si ferma ad Altino (villa Bacchini). Infine si ritorna a Venezia.
3. Il basso veneziano
Da Venezia con il traghetto si raggiunge il Lido, elegante località balneare,
quindi sempre col traghetto, si arriva a S. Pietro in Volta e a Pellestrina
(suggestivo borgo di pescatori). Da qui con il traghetto si raggiunge
Chioggia (Granaio, oratorio di S. Martino, Duomo, p. Vescovile, chiesa
di S. Domenico). Si prende quindi la SS. Romea per Mestre e si arriva
a Malcontenta dove si trova la stupenda villa Foscari, costruita dal Palladio
nel 1574. Da qui si è subito a Mestre e quindi si ritorna a Venezia.
4. La riviera del Brenta
Itinerario tra le ville palladiane del Brenta da Venezia a Padova. Si
può partire da Venezia con il battello e si risale il canale del Brenta
incontrando villa Foscari a Malcontenta (villa palladiana costruita nel
1574), Palazzo Foscarini a Mira, ove soggiornarono Byron e Thomas Moore.
Si arriva quindi a Stra dove si trova Villa Pisani ricca di affreschi
del Tiepolo e situata in un ambiente naturale suggestivo. Da qui l'itinerario
termina quindi a Padova.
GASTRONOMIA TIPICA
La cucina veneziana ha influenzato notevolmente tutta la cucina veneta
sull'onda del dominio della Serenissima e presenta tutta una serie di
piatti molto gustosi. Tra i primi ricordiamo i risotti: risi e bisi, risi
in sbiraglia (con frattaglie), risi e suca, risi e cape, ecc. i bigoli
in salsa (con le acciughe), il broeto (zuppa di pesce).
Tra i secondi vi è il fegato alla veneziana, il baccalà alla veneziana,
le granseole, gli osei scampai (vitello allo spiedo), il dindio alla schiavona
(tacchino), l'anguilla alla veneziana, la langua in salsa, la zuppa di
trippe.
Tra i dolci, gustosi sono le trifole, i baicoli, i rafioi, la crema fritta
alla veneziana e il croccante alla veneziana.
Vini da degustare sono il Friularo rosso, il Merlot del Piave rosso, il
Raboso del Piave rosso e il Tocai bianco.
LA LAGUNA DI VENEZIA
La laguna di Venezia è stata, fino ad oggi, un incredibile esempio di
equilibrio tra forze naturali e umane. "Più che un terreno allo stato
di natura" scrive Savaresi, "si deve considerare una terra conquistata
e modellata dell'uomo, con la sua fatica antichissima; un lavoro continuo
che non può cessare perché costantemente deve opporsi all'opera dissolvitrice
dei fiumi e del mare".
In realtà l'uomo ha sì una parte importante nella laguna, ma anche come
distruttore. La sopravvivenza della laguna, ambiente singolarissimo, è
strettamente legata soprattutto al ritmo regolare delle maree, corretto
dalla presenza delle barene, 100 kmq di sbarramenti naturali argillosi,
rifiuti in aggregati insulari, oltre alle dighe costruite dalla Repubblica
Veneta con incredibile prefazione ingegneristica.
Per quanto riguarda la flora, è impossibile non citare l'interessantissimo
prato sommerso di zostera nana, che oltre ad essere un fatto esclusivo
in sé, ospita un gran numero di animali tipici della laguna. Altrettanto
unica è la vegetazione delle barene, nell'inconsueta condizione di vita
di una ritmica sommersione, con le salicornie, il limonium, gli scirpi,
l'artemisia. E infine la serie di pinete litoranee, che ormai sono fra
le ultime rispettate delle coste italiane.
Ci sono però degli insensati attentati che si stano muovendo alle interessanti
dune litoranee del Cavallino (minacciate da una urbanizzazione intensiva)
e di Alberoni (minacciate da speculazioni turistico-balneari). In località
Cavallino, presso il Lido di Jesolo, ha sede fra l'alto una stazione fenologica
che è ormai l'ultimo luogo per le osservazioni scientifiche sulla fioritura
delle specie del litorale veneto.
Dal punto di vista zoologico, vi è una netta separazione fra la "laguna
viva", più vicina al mare, priva di dossi e barene, e quindi poco adatta
a palmipedi e trampolieri, e la "laguna morta" straordinario ambiente
frastagliato da isolette, barene, lingue di terra emergenti durante le
basse maree, ricco di vegetazione e di alimento, nella laguna viva (la
vitalità è intesa come maggior movimento di acque e quindi di ricambio),
compaiono solo uccelli abituati al mare aperto e a cibarsi di pesce, come
le strolaghe, gli svassi e, più rari, i marangoni e le folaghe. Nella
laguna morta sostano soprattutto uccelli trampolieri, come i pivieri,
i corrieri, i piro-piro, i beccaccini, gli aironi rossi e cenerini, le
garzette.
Nelle "valli chiuse", a occidente, malgrado l'area industriale che avanza,
sopravvivono ambienti straordinariamente incontaminati, che consentono
la sopravvivenza di specie sconosciute nelle altre zone della pianura
Padana. Non è quindi difficile imbattersi in falchi di palude, in limicoli,
pettegole, totani e in famiglie di germani reali.
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