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LA
CITTA'
Treviso
è situata nella pianura a Nord Ovest di Venezia, alla confluenza del Botteghin
con il Sile. Posta a 15 m s.l.m., si presenta con un centro storico caratteristico
formato da case medievali e rinascimentali, spesso decorate, e da una
serie di canali attraversati da ponticelli. Una città a "misura d'uomo"
che basa la sua economia sul commercio e sull'agricoltura (anche se possiede
un fiorente sviluppo industriale), una città che è sempre stata lodata
per la bellezza del luogo e per la gentilezza ed ospitalità dei suoi abitanti.
Il Comune di Treviso ha una superficie di 55,5 kmq
CAP 31100. Prefisso telefonico: 0422

COME
SI ARRIVA
Treviso è raggiungibile in auto con l'autostrada Venezia- Vittorio Veneto
A27 (uscite Caselli Treviso Sud e Nord). In treno è collegata con Venezia,
Belluno, Vicenza e Padova.
Treviso dista 30km da Venezia, 62 km da Pordenone, 50 km da Padova, 60
km da Vicenza e 78 km da Belluno.
CENNI STORICI
Secondo una leggenda la città fu fondata da Osiride, adorato come un toro
alla sua morte e quindi la città si chiamò Taurisium. Un'altra leggenda
vuole che il nome derivi invece da una torre con sopra una fanciulla con
tre visi.
Originata da insediamenti dell'età del bronzo lungo il Sile e su alcuni
isolotti, Treviso divenne municipio romano alla metà del I sec. a.C. ed
assunse importanza sotto il dominio dei Goti e dei Longobardi ed ancora
di più sotto i Franchi, divenendo capoluogo della omonima Marca. Saccheggiata
dagli Ungheri, rifiorì nel periodo comunale ma soprattutto sotto la Signoria
dei Da Camino (XIII-XIV sec.) che ne fecero un centro culturale ed artistico,
sede della cortesia cavalleresca, ("marca gioiosa et amorosa").
Nel 1329 Treviso fu conquistata dagli Scaligeri ma alcuni anni dopo passò
ai veneziani, quindi agli Asburgo e successivamente ai Carraresi. Infine
nel 1388 la città si diede spontaneamente alla Repubblica di Venezia,
sotto la quale rimase fino al 1797 ricevendone prosperità e pace. Fu quindi
sottomessa all'Austria fino al 1866 quando passò all'Italia.
CENNI ECONOMICI
Alla tradizionale economia agricola, Treviso ha sostituito negli ultimi
decenni lo sviluppo del settore terziario (commercio e servizi), peraltro
presente da antica data, e del settore industriale (piccole e medie imprese):
materiale elettrico, settore metalmeccanico, del legno, dell'abbigliamento,
della ceramica, alimentare, e dei materiali da costruzione.

PROFILO
ARTISTICO
Del periodo romano, Treviso conserva l'impianto urbanistico e numerosi
reperti (raccolti nel Museo Civico assieme a quelli dell'età del bronzo).
Del periodo medievale fino al X sec. restano poche testimonianze. Dell'XI
sec. è la chiesa di S. Giovanni (oggi restaurata), mentre del periodo
comunale è la romanica Loggia dei Cavalieri ed il Duomo (rinnovato nei
sec. XV e XVI). Del XIV sec. sono gli stupendi affreschi di Tomaso da
Modena conservati nel Museo Civico, nella chiesa di S. Nicolò e nelle
chiese di S. Caterina e S. Francesco.
È in questo periodo (XIII-XV sec.) che la città si arricchisce di numerose
opere d'arte (oltre alle citate chiese), tra le quali spicca il Palazzo
dei Trecento. Inizia in questi secoli uno sviluppo di dimore nobili, borghesi
ed artigiane (che continuerà anche fino al XVIII sec.), spesso affrescate
esternamente, che caratterizzano il centro della città. Nel Cinquecento
operarono a Treviso Tiziano, Pordenone, Veronese ed altri pittori, mentre
risale al Settecento la chiesa di S. Agostino ed i rifacimenti delle chiese
di S. Andrea e S. Teonisto.
COSA VEDERE A TREVISO
Considerata la "piccola Venezia", Treviso, con i numerosi canali che si
diramano dal Sile, è una città incantevole, con scorci panoramici e suggestivi
dai suoi ponti e con le caratteristiche case affrescate ed i tipici porticati
che spesso si specchiano nei canali.
Per la visita della città , consigliamo un itinerario a piedi che si può
compiere partendo dalla Stazione ferroviaria per chi arriva in treno,
o dai parcheggi di Piazza della Vittoria o di S. Nicolò, per chi arriva
in auto.
ITINERARIO
Partendo da p. della Vittoria, per via S. Nicolò si incontra la chiesa
romanico-gotica di S. Nicolò del XIII-XIV sec. con all'interno tre navate
ed affreschi di Tomaso da Modena. Interessante è anche la visita all'attiguo
Seminario (sala del Capitolo, affrescata da Tomaso da Modena, Museo Zoologico,
Museo Diocesano). Per porta Calvi, seguendo il canale, si arriva ora alla
porta Santi Quaranta, e quindi per Borgo Cavour al Museo Civico (con sezione
archeologica ed interessantissima pinacoteca).
Proseguendo, in via Canova si incontra il Museo della Casa Trevigiana
(raccolta di armi, ferri battuti, mobili, marmi, strumenti musicali),
e quindi il Duomo di origini medievali (in seguito ristrutturato), con
affreschi del Pordenone e "l'Annunciazione" di Tiziano; interessante è
la cripta e gli attigui Battistero e campanile dell'XI sec.
Si prende ora la centrale ed animata Calmaggiore che conduce in p. dei
Signori cintata da interessanti edifici comunali, come il Palazzo dei
Trecento del 1217, il palazzo del Podestà, la torre del Comune ed il palazzo
Pretorio.
Da p. dei Signori prendendo il sottoportico dei Soffioni si raggiunge
la piazzetta dove si trova il Monte di Pietà con la stupenda sala affrescata
dei Reggitori, e la p. di S. Vito con le chiese di S. Lucia e di S. Vito.
Ora si prosegue per via Campana su cui si affacciano delle case affrescate
e si giunge al canale dei Buranelli, suggestivo luogo con tipici porticati
che si specchiano nel canale. Percorso il porticato e la seguente p. Rinaldi,
si prende il portico Rinaldi ed il ponte S. Francesco, arrivando alla
chiesa romanico-gotica di S. Francesco.
Da qui ci si dirige alla Pescheria (case affrescate) e quindi per vicolo
Pescheria e via S. Agostino si giunge in p. Matteotti dove si trova S.
Caterina, chiesa del XIV sec. con affreschi di Tomaso da Modena. Si prende
ora per porta Garibaldi e si costeggia la Riviera del Sile, ricca di scorci
panoramici, giungendo infine in c.so del Popolo e quindi in p. della Vittoria.

LA PROVINCIA
La provincia
di Treviso ha una superficie di 2.477 kmq ed occupa una posizione occidentale
nel Veneto, di forma irregolare quadrilatera, con una larghezza massima
di circa 72 km dal monte Grappa a Motta di Livenza ed una lunghezza massima
di circa 60 km da Mogliano Veneto alla Sella di Fadalto. Il suo territorio,
composto dal 59% di pianura, dal 23% di collina e dal 18% di montagna,
varia in altitudine dai 10 m s.l.m. ai 1.775 m s.l.m. del Monte Grappa.
La provincia di Treviso comprende 95 comuni.
CENNI GEOLOGICI
La pianura trevigiana è di origine alluvionale e si suddivide in alta
e bassa pianura, separate dalla linea delle risorgive che passa a Nord
di Castelfranco, da Treviso e ad Ovest di Oderzo. Per quanto riguarda
l'area collinare (in particolare i colli Asolani ed il Montello), è di
origine sedimentaria da parte dei numerosi corsi d'acqua e presenta interessanti
conoidi alluvionali.
Il Montello, costituito da conglomerati grossolani calcarei del Miocene,
presenta diffusi fenomeni di carsismo. La zona prealpina (comprende parte
del Monte Grappa, col Visentin e dell'altipiano del Cansiglio), è costituita
da rocce calcaree del Cretaceo e da formazioni del Terziario disposte
in dossi rettilinei.
CENNI STORICI
Il territorio trevigiano ha visto la presenza umana già nel periodo preistorico,
ma è in epoca romana che sorgono borghi e cittadine lungo le vie Postumia
ed Aurelia (Oderzo, Castelfranco, Treviso) od in altre località strategiche
o residenziali (come Asolo). Con i Longobardi vi furono diversi insediamenti
(Vittorio Veneto, Treviso, Follina, ecc.), mentre la zona assunse una
certa importanza sotto i Franchi (Marca Trevigiana).
Fiorente di rocche e castelli nel periodo comunale, con la Signoria dei
Da Camino la provincia assunse notevole importanza culturale, mentre nel
periodo veneto si arricchì di dimore e palazzi della nobiltà veneziana
(villa Barbaro a Maser, villa Lattes a Istrana, villa Duodo a Mogliano,
ecc.). Nella I guerra mondiale la provincia di Treviso divenne terra dei
confine ed assistette alle battaglie del monte Grappa, del Montello e
del Piave, riportandone profonde ferite.
CENNI ECONOMICI
L'economia della provincia di Treviso si regge in prevalenza sull'agricoltura
e sull'industria. L'agricoltura vede privilegiare le colture della vite
(con produzione di vini tipici), del frumento, del granoturco, nonché
una certa consistente produzione frutticola ed orticola, ed un rilevante
sviluppo della zootecnia. L'industria ha sviluppato i settori metalmeccanico,
tessile, alimentare e della lavorazione del legno. Importante è anche
l'artigianato (vetri, ceramiche, ferri battuti, ecc.) ed il commercio,
mentre il turismo è in fase di espansione.
LOCALITÀ DI INTERESSE ARTISTICO, CULTURALE ED AMBIENTALE
Asolo
Il romano Acelum conobbe un periodo di floridezza artistica e culturale
sotto il regno di Caterina Cornaro che si circondò di pittori e letterati
famosi. Interessante è il castello, la chiesa di S. Caterina e le belle
residenze signorili. Merita una visita la tesseria Asolana e la scuola
di ricamo antico.
Cansiglio
L'altopiano del Cansiglio è un ambiente di natura calcarea, ricoperto
da un'importante foresta demaniale di faggi, abeti e larici, da cui la
Serenissima traeva il legname per le sue navi. Nella zona vi sono interessanti
possibilità di escursioni.
Castelfranco Veneto
Di origine romana, è la patria del Giorgione. Conserva il duomo settecentesco,
la casa si Giorgione e numerosi palazzi signorili.
Conegliano
Famoso per i vini e per la grappa, è un centro di antiche origini. Presenta
la torre del castello medievale ed il trecentesco duomo.
Follina
Interessa per l'abbazia cistercense con la basilica in stile romanico-gotico
ed un monumentale chiostro, costruiti nei sec. XII-XIV. Vi si venera la
miracolosa Madonna di Follina.
Istrana
È famosa per la settecentesca villa Lattes, con interno stupendamente
arredato.
Masèr
Vi sorge villa Barbaro, edificata dal Palladio nella seconda metà del
'500, in forme armoniche e cromatiche stupende, ed affrescata dal Veronese
Montebelluna ed il Montello
Centro industriale, famoso per la produzione di scarpe da montagna, Montebelluna
è situata ai piedi del Montello, un'oasi verde in un paesaggio collinare
suggestivo, ricco di opere d'arte distribuite nei vari paesini della zona.
Il Montello è ricordato anche per le battaglie della I guerra mondiale
(Ossario a Nervesa della Battaglia).
Oderzo
Interessante centro agricolo di origine medievale, conserva parte della
duecentesca cinta muraria, il duomo del XIV e XV sec. ed alcune case affrescate.
Possagno
È la patria di Antonio Canova di cui conserva la casa natale e la Gipsoteca.
Riese Pio X
Paese natale di Giuseppe Sarto, poi papa Pio X.
Valdobbiadene
Centro di produzione di vini e spumanti a fermentazione naturale (Cartizze)
e di grappa.
Vittorio Veneto
Formata da due borghi di Ceneda e Serravalle, è famosa per la vittoria
della I guerra mondiale. Ceneda conserva la bella cattedrale, la cinquecentesca
Loggia Cenedese ed il castello di S. Martino, mentre Serravalle, antico
borgo medievale, presenta la chiesa di S. Lorenzo, il settecentesco Duomo
e la cinquecentesca chiesa di S. Giustina.
ESCURSIONI CONSIGLIATE
1. Le
ville, i colli asolani ed il Montello
È un itinerario molto bello che si snoda nella prima parte in pianura
e poi in collina, alla scoperta di paesaggi suggestivi e di tesori d'arte
nascosti. Si parte da Treviso dirigendosi verso Castelfranco Veneto e
Vicenza lungo la SS. 53. Ad Istrana si visita villa Lattes (settecentesca,
riccamente arredata e conservante interessanti collezioni), si prende
quindi per Fanzolo dove si trova la palladiana villa Emo (riccamente arredata
e decorata), e quindi per Castelfranco Veneto (mura del Castello, casa
del Giorgione, teatro Accademico, villa Revedin Bolasco).
Da qui si prende per Asolo passando per Riese Pio X (casa natale di S.
Pio X). Asolo cittadina medievale, conserva ricche testimonianze di storia
e di arte (Rocca preromana, castello Cornaro, loggia del Capitano, Duomo,
villa Pasini, villa degli Armeni, chiesa di S. Caterina, tesseria asolana).
(Da Asolo, una variante per chi è interessato alle testimonianze della
grande guerra, può essere la salita del monte Grappa).
Continuando l'itinerario, a Maser sorge la celebre villa Barbaro, costruita
nel 1560 dal Palladio (nel parco vi è anche un museo delle carrozze),
mentre dopo Cornuda si giunge a Montebelluna (museo di storia naturale,
duomo vecchio). Si prosegue quindi per Nervesa della Battaglia (monumento
Ossario, abbazia di S. Eustacchio, museo di Storia Naturale, sacello di
Francesco Baracca), e quindi si ritorna a Treviso.
2. I vini tipici
È un itinerario lungo la strada del vino bianco e la strada del vino rosso,
tra i colli di Conegliano e Valdobbiadene e la piana di Oderzo, alla scoperta
della zona di produzione del Prosecco, del Cabernet e del Merlot.
Da Treviso si prende per Oderzo (Museo romano, Duomo), quindi lungo la
strada del vino rosso per Armelle, S. Polo di Piave, Vazzola, si giunge
a Conegliano (Duomo, casa di G.B. Cima, chiesa di S. Martino, Museo storico),
la città del vino e della grappa, per eccellenza. Da Conegliano si prosegue
per Vittorio Veneto (castello di S. Martino, Museo della Battaglia, Cattedrale,
palazzo Troyer, loggia Serravallese, Duomo, S. Lorenzo, ecc.).
Si prende ora per la strada del vino bianco che si raggiunge a S. Pietro
di Feletto (suggestiva Pieve) e la si segue per Pieve di Soligo e quindi
per Follina (interessante Abbazia). Infine si arriva a Valdobbiadene (chiesa
arcipretale, villa dei Cedri), centro di produzione di vini e spumanti
a fermentazione naturale (Cartizze), oltre che di grappa. Per Montebelluna
si ritorna quindi a Treviso.
3. Il Sile
Itinerario molto suggestivo, è interessante soprattutto dal punto di vista
naturalistico e paesaggistico. Da Treviso si prende per Quinto e per Munaron
dove a piedi si visitano le sorgenti del fiume Sile (formazioni sorgive).
Per Badoere (resti della villa Marcello) e Zero Branco, si giunge a Mogliano
Veneto (resti dell'Abbazia, villa Duodo-Melicki, villa Veronese, villa
Marchesi) e si prosegue per Zerman (villa Tornielli e villa Zuliani),
e quindi per Casale sul Sile (Torre Carrarese). Si torna ora a Treviso
passando per Casier (bella vista sul fiume Sile).
GASTRONOMIA TIPICA
Tra i piatti tipici trevigiani c'è il risotto con il radicchio rosso,
i risi e luganega, il risotto con l'anguilla, le tagliatelle in brodo
d'oca, la "sopa coada" (pane e piccione). I secondi comprendono la faraona
con la salsa peverada, l'oca arrosto col sedano, il capretto allo spiedo,
il pollo alla cacciatora, le lepre in salmì, il baccalà ed altri pesci.
Famoso è il radicchio rosso di Treviso e quello variegato di Castelfranco
(mangiati in insalata).
Tra i contorni vi sono i funghi del Montello e gli asparagi bianchi. Frutta
ricercata sono le pesche trevigiane e le fragole del Montello. Tra i vini
molto apprezzati sono i rossi Merlot, Cabernet, Raboso del Piave, ed i
bianchi Verduzzo, Tocai, Pinot, Riesling, nonché gli spumanti Prosecco
e Cartizze. Ottima è anche la grappa di Conegliano.
LA MONTAGNA TREVIGIANA
Dopo la pianura e le dolci ondulazioni dei colli Asolani, del Montello
e dei colli di Vittorio Veneto, si erge improvvisamente la montagna trevigiana,
un autentico balcone con suggestivi panorami fino alla laguna veneta.
Il massiccio del Monte Grappa è ad Ovest con tutte le sue memorie storiche
legate alla "grande Guerra"; vi è poi Pianezze con il Monte Barbaria (m
1464) e l'Altopiano del Cansiglio, l'antico bosco di S. Marco, una delle
più vaste foreste d'Italia con faggi ed abeti, ricca di caprioli, cervi,
volpi e scoiattoli.
Su queste montagne (in particolare sul Pasubio e sul Cansiglio) sono possibili
interessanti escursioni lungo i numerosi percorsi segnati.
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