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LA CITTA'
Situata
al centro del Polesine, tra il Po e l'Adige, a m 7 s.l.m., Rovigo è una
città di aspetto prevalentemente moderno ma conserva le caratteristiche
di un centro agricolo. Il comune ha una superficie di kmq 108,53.
CAP 45100. Prefisso telefonico 0425

COME
SI ARRIVA
Rovigo è raggiungibile in auto con l'autostrada A13 Padova - Bologna (uscita
casello Nord di Boara e casello Sud di Rovigo Centro. In treno è collegata
con le linee Venezia - Bologna, Rovigo - Verona, Rovigo - Chioggia.
Rovigo dista km 79 da Venezia, da Padova km 41, da Ferrara km 33, da Verona
km87 e da Mantova km 90.
CENNI STORICI
Di probabile origine romana, Rovigo, il cui nome deriva secondo una leggenda
dalle rose (rhodon), assunse importanza nel periodo medievale con la costruzione
del castello (920). Nel XII sec. iniziò per la città il dominio Estense,
interrotto nel 1391 dalla breve signoria di Francesco Novello di Carrara,
signore di Padova, e nel 1395 dal temporaneo governo di Venezia, cui il
Polesine era stato dato in pegno per un debito estense. In seguito, devastata
dalle lotte tra Ferrara e Venezia, la città si diede spontaneamente alla
Serenissima nel 1482, divenendo sede di un podestà e di un capitano. E'
nel Settecento che Rovigo raggiunse benessere e splendore sotto la guida
illuminata di Venezia. Nel 1797 passò all'Austria, successivamente alla
Francia (1801) e nuovamente all'Austria (1815) che la governò fino al
1866, anno dell'annessione al Regno d'Italia.
CENNI ECONOMICI
Pur possedendo due zone industriali, peraltro non molto consistenti, Rovigo
ha un'economia prevalentemente agricola basata sulla cerealicoltura ed
orto-frutticoltura con attività sperimentali date dalla Stazione di bieticoltura
e dall'Istituto per la zootecnica.
PROFILO ARTISTICO
Cinta
da mura e con pianta pentagonale, Rovigo presenta testimonianze medievali
(il Castello del X-XII sec. ed alcuni tratti di mura), e veneziane (la
p. Vittorio Emanuele II, il palazzo Roncale del 1555 su disegno del Sanmicheli,
la loggia dei Nodari dei sec. XV-XVIII, il palazzo Angeli del 1780, la
chiesa della Rotonda del 1594 e l'interno del Duomo del 1696).
Di stile ferrarese vi sono poi il palazzo Silvestri ed il palazzo Roverella,
entrambi del XV sec., nonché il palazzo Manfredini del XVI sec.
Neoclassici sono i palazzi Montalti del XVIII sec. e Rusconi del 1844,
e la chiesa dei SS. Francesco e Giustina. E' necessario menzionare poi
la Pinacoteca dell'Accademia dei Concordi che raccoglie numerosi dipinti
di scuola veneta, così come la Pinacoteca del Seminario. Infine presso
il chiostro di S. Bartolomeo vi è il Museo della Civiltà Polesana con
una interessante sezione archeologica.

LA
PROVINCIA
Con una
superficie di 1789 kmq il Polesine si allunga per circa 100-110 km, tra
il Po e l'Adige da Ostiglia fino al mare, con una larghezza media di 16-18
km e con un'altitudine che va dai -3 ai 22 m s.l.m. Provincia essenzialmente
agricola, il Polesine raggruppa 51 comuni.
CENNI GEOLOGICI
Il Polesine è un territorio geologicamente giovane, formatosi dai depositi
di materiali trasportati dal Po e dall'Adige. E questa formazione non
è terminata, ma continua ancora nel Delta del Po. Terreni alluvionali
costituiti principalmente da una base argilloso-sabbiosa, frammista a
materiale organico, attraversati da numerosi corsi d'acqua e da canali
che sono il risultato di secolari bonifiche operate dall'uomo in una costante
intesa a regimentare le acque superficiali.
CENNI STORICI
Le vicende del Polesine sono strettamente legate a quelle dei suoi fiumi
principali: il Po e l'Adige. I più antichi insediamenti che testimoniano
una presenza umana nella provincia sono quelli di Castelnuovo Bariano
(bronzo antico) e di Frattesiana (bronzo recente). Già nel VI sec. a.C.
la città di Adria diviene emporio commerciale per Greci ed Etruschi.
In seguito, la zona passa sotto l'influenza Siracusana e Gallica. Nel
periodo romano tutto il Polesine è completamente colonizzato (ricordiamo
che il litorale Adriatico seguiva in quel periodo la linea Donada-Mesola),
ed i centri principali sono rappresentati da Adria e Radriani (isola di
Adriano). Con le invasioni barbariche si assiste all'abbandono e all'impaludamento
del territorio ed è solo nel X-XII sec. che iniziano sistematicamente
bonifiche mentre sorgono centri fortificati.
Segue quindi la dominazione Estense e nel XIV-XV sec. tutta una serie
di guerre rovinose tra Venezia e Ferrara per il controllo dell'Adige e
del Po e del territorio fra essi compreso. Dal 1484 il Polesine entra
stabilmente sotto il dominio veneziano e vi rimane fino al 1797. Si susseguono
quindi il dominio austriaco, francese e nuovamente austriaco fino al 1866.
Con l'unione all'Italia avvengono numerose bonifiche con idrovore a vapore.
Sono infine da menzionare le due maggiori alluvioni avvenute nel 1882
per la rotta dell'Adige, e nel 1951 per la rotta del Po. Territorio marginale
ed emarginato, il Polesine ha subito a varie riprese (soprattutto intorno
alla fine del secolo scorso e negli anni sessanta), un grave salasso nella
popolazione per una forte emigrazione, in particolare dalle aree del settore
orientale e ad economia più debole.

CENNI
ECONOMICI
La provincia di Rovigo presenta un'economia prevalentemente agricola (produzione
di frutta, mais, grano, barbabietole, prodotti orticoli), con un consistente
sviluppo del settore dell'allevamento (bovini, suini, polli, tacchini,
cavalli, lumache). L'industria e l'artigianato si sono sviluppati soprattutto
nel II dopoguerra (prevalentemente la piccola industria), nei settori
del mobile, delle calzature, della siderurgia e meccanica, dei giocattoli,
ma particolarmente negli zuccherifici e nella trasformazione alimentare.
Vi sono poi i settori delle fornaci da laterizi, la lavorazione della
cannella palustre ed i cantieri navali. Nell'area delle valli e nel Delta
vi è una itticoltura specializzata, mentre nella zona deltizia si è venuto
sviluppando un consistente turismo balneare.
LOCALITÀ DI INTERESSE ARTISTICO, CULTURALE ED AMBIENTALE
Adria
Città che ha dato il nome all'Adriatico, testimoniando l'importanza assunta
con il dominio greco, etrusco e romano, Adria conserva poche testimonianze
del suo antico splendore a causa delle alluvioni che ha ripetutamente
subito. Oggi è una cittadina splendida di marchio veneto e con i suoi
numerosi canali e vicoli stretti dimostra la sua origine marinara. Conserva
l'interessante Museo Nazionale (con reperti archeologici greci, etruschi
e romani), la cattedrale con tempio paleocristiano dell'VIII sec. e chiesa
del 1184, e la chiesa della Tomba con facciata barocca.
Badia Polesine
Centro il cui nome deriva dal monastero benedettino della Vangadizza,
del X sec., possiede il quattrocentesco palazzo degli Estensi, in stile
gotico-veneziano, il Teatro Sociale ed il Museo Baruffaldi (conservante
cimeli e reperti risorgimentali e della I guerra mondiale, ceramiche medioevali
e reperti della cultura badiese).
Canda
Possiede la cinquecentesca villa Nani Moncenigo, opera di Vincenzo Scamozzi.
Castelnuovo Bariano
Possiede un interessante Museo Civico con reperti dell'età del bronzo,
dei periodi gallico, romano e medievale.
Delta del Po
È un ambiente naturale che presenta suggestivi aspetti paesaggistici ed
un grande interesse ecologico. Un ambiente in continua trasformazione
per i depositi del Po, con un'economia ed una vita particolare legata
all'acqua e alla pesca. Interessanti sono i centri di Porto Tolle e di
Ca' Vendramin (dove si trova anche un museo della bonifica).
Fratta Polesine
Incantevole luogo di villeggiatura della nobiltà veneziana, presenta alcune
belle ville signorili immerse in maestosi parchi, tra cui la cinquecentesca
villa Badoera del Palladio, villa Molin di scuola palladiana, villa dei
Carbonari e l'interessante parco Labia (ricco di essenze botaniche).
Lendinara
Centro agricolo, importante per la produzione di zucchero, conserva notevoli
testimonianze di epoca veneta, come il Palazzo Malmignati, e il Santuario
della Madonna del Pilastrello con un' "Ascensione" del Veronese.
Rosolina Mare
Centro interessante per la spiaggia sabbiosa e la retrostante pineta,
per la laguna e le valli da pesca.
ESCURSIONI
CONSIGLIATE
1. Alto
Polesine
È un itinerario nella parte più antica del Polesine, ricca di testimonianze
storiche ed umane. Da Rovigo si percorre la ricca campagna polesana con
coltivazioni di mais alternate a frutteti e si arriva a Lendinara (palazzi
cinquecenteschi e barocchi di piazza Risorgimento, Duomo e santuario della
Madonna del Pilastrello). Lendinara nel XIV e XV sec. fu patria degli
intagliatori del legno che portarono l'arte dell'intarsio in tutto il
Veneto.
Da qui si procede per Badia Polesine (Abbazia della Vangadizza, palazzo
degli Estensi, museo Baruffaldi), la romana Petra, il cui nome è mutato
per la presenza dell'abbazia benedettina, e quindi si continua per Canda
(villa Nani Moncenigo) e per Fratta Polesine, luogo di villeggiatura della
nobiltà veneziana (villa Badoera, degna cornice nel periodo estivo di
spettacoli teatrali e di rappresentazioni musicali, villa Bragadin, parco
Labia). Si ritorna a Rovigo dopo essere passati per Arquà (castello ferrarese
dell'XI e XII sec.).
2. Adria e il medio Polesine
Da Rovigo si arriva all'antica città di Adria (chiesa di S. Maria Assunta
della Tomba, cattedrale, museo archeologico nazionale, canali e vicoli
tipici del cento storico), con una gastronomia tipica che annovera risotto
al branzino, tagliatelle al tartufo, tortelli di zucca, anguille alla
fiamma, folaghe con i fagioli.
Da Adria si prosegue per Contarina, centro agricolo e fra le maggiori
zone di pesca, interessante per i bei panorami sul Canal Bianco. Si torna
quindi a Rovigo seguendo il corso del Po e toccando Taglio di Po, Crespino
e Guarda Veneta. Da queste ultime località possibile effettuare interessanti
e suggestive escursioni in barca lungo il Po alla ricerca di corti e case
rurali, testimonianze antiche e recenti della lotta per la sopravvivenza
dei polesani.
3. Il Delta del Po
Il Delta è un vero fenomeno naturale provocato dall'uomo, affascinante
e straordinario; terra di stagni e di canneti dove gli uccelli migratori
sostano e nidificano e dove i pesci e i molluschi delle specie più svariate
si riproducono in gran quantità. Partendo da Rovigo si tocca Adria e ci
si dirige verso Porto di Levante situato in un paesaggio di grande suggestione
e quindi si prende per Porto Tolle, raggiungibile con il traghetto. Ora
si lascia l'auto e si deve prendere la barca, chiedendo a qualche pescatore,
che ci consentirà, con il suo lento andare a ridosso delle canne palustri,
di penetrare nel paesaggio difficile e a volte insidioso delle valli del
Po.
Qui, nelle trattorie locali potremo gustare le folaghe, anitre selvatiche,
arzavole e i pesci del Po. Da Porto Tolle si prosegue infine per Polesine
Camerini e per Bonelli situati in un ambiente formato da terreni che,
sommersi dall'alta marea, sono praticabili all'asciutto solo d'estate.
Siamo qui alla foce del Po con i suoi sinuosi rami terminali: il Po di
Levante, il Po di Maistra, il Po di Pila, il Po di Tolle, il Po di Gnocca
e il Po di Goro. Un territorio formatosi da meno di quattro secoli, cioè
da quando i veneziani nel 1604, per impedire l'intorbidamento del porto
di Chioggia, procedettero al taglio di Porto Viro.
GASTRONOMIA TIPICA
La gastronomia polesana è ricca di piatti genuini e saporiti. Tra i primi
piatti si annoverano le tagliatelle coi fagioli, "risi e paia" (riso con
fegatini e tagliatelle), "riso e bisi" (riso coi piselli), risotto al
branzino (specialità del Delta), riso in brodo di pesce, tagliatelle trifolate,
zuppa di trippe, tortelli di zucca. Tra i secondi vi consigliamo di assaggiare
la faraona in tecia con polenta, la bondiola con fagioli (insaccato misto
cotto in brodo), la folaga con fagioli, l'arzavola allo spiedo ed i bogoni
(lumache). Nel Delta del Po piatti tipici sono le anguille arrostite alla
fiamma e il caviale di storione. Tra i formaggi vi è un buon pecorino
locale, il formaggine. Dolce tipico è la "smeiazza", una torta di farina
di grano e di mais, con melassa, pinoli, mandorle e uva passa. Tra i vini,
consigliamo il Merlot polesano ed infine la grappa di Adria.
IL DELTA DEL PO
Esteso su un'area di 400 kmq, il Delta del Po è formato dai sei rami del
fiume che si alternano a canneti ed isole lagunari in un paesaggio di
una suggestione unica. Le case coloniche e le casine basse ospitano agricoltori-pescatori
che sanno sia aggiustare le reti come coltivare grano e verdura, mentre
si stanno sempre più riducendo i casoni di Porto Tolle e Scardovari (case
di paglia con camino in pietra). Fenomeno singolare, il Delta è stato
nel tempo modificato dalla mano dell'uomo che nel corso dei secoli è riuscito
ad imbrigliare il fiume in alvei controllati, mentre un tempo vagava libero
per migliaia di ettari .
Oggi il Delta del Po è aperto ad un turismo ecologico a contatto con la
natura. In estate sono possibili escursioni su battelli in partenza da
Ca' Tiepolo, Scardovari e Taglio di Po, mentre è possibile effettuare
gite in barcone ed usufruire dei traghetti che consentono di raggiungere
le isole golenari e lagunari di Boccasette, Bastimento, Scano Boa, Barricata,
Bacucco ecc. Nel 1997 è stato istituito il Parco Regionale del Delta del
Po al fine di tutelare il paesaggio, la ricca vegetazione umida e la forma
tipica che annovera molte specie di uccelli, tra cui aironi, gabbiani,
avocetti e limicoli; un parco che serve anche a migliorare le condizioni
socio-economiche delle popolazioni interessate attraverso lo sviluppo
di un turismo socio-culturale e l'incentivazione delle attività agricole
e della pesca, non in contrasto con la tutela ambientale.
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