LA
CITTA’
Padova è situata tra i Colli Euganei e la laguna veneta,
a 12 m s.l.m. Bagnata dal Bacchiglione, è uno dei centri più importanti
del Veneto per le consistenti attività industriali, commerciali ed agricole.
Padova, pur possedendo tradizioni storiche antiche, è una città giovanile,
essendo il principale centro universitario del Veneto. Suggestiva per
le su cupole coniche ed emisferiche, orientaleggianti, e per i suoi
tipici porticati, Padova si è venuta sviluppando a partire dal XIX sec.
Con tutta una serie di quartieri sorti al di fuori della medievale cinta
muraria.
C.a.p.: 35100; prefisso telefonico: 049

COME
SI ARRIVA
MACCHINA: sulla città convergono
alcune tra le più importanti autostrade italiane: A4 Padova - Brescia,
collega Padova con Verona (Brennero, Austria), Brescia (Genova) e Milano,
A4 Padova - Venezia, collega Padova con Venezia, Udine (Tarvisio, Austria)
e Trieste (Slovenia), A13 Padova - Bologna, collega Padova con Bologna
(Firenze, Roma, Ancona, Bari) ai confini della provincia corre la A27
Valdastico che contiene Vicenza con Schio - Thiene e Prealpi Venete
TRENO:
stazione Ferroviaria di Padova. Collegamenti ferroviari diretti con
la rete nazionale: Milano - (Chiasso, Svizzera; Torino, Modane - Francia;
Verona, Brennero, Austria; Genova) Bologna - (Firenze - Roma; Ancona
- Bari; Rovigo, Ferrara) Venezia - (Treviso; Udine - Tarvisio - Austria;
Trieste Villa Opicina - Slovenia)
AEREO:
Venezia - Tessera Aeroporto Marco Polo - transfer Aeroporto - Mestre
FS con bus urbano ACTV e poi Mestre - Padova (30 km circa) con pullman
SITA o con treno; possibilità di collegamenti diretti aeroporto - Padova
con pulmini privati o taxi
CENNI STORICI
Una
leggenda di antica origine vuole che Padova sia stata fondata dal troiano
Antenore, sbarcato lungo le coste adriatiche con un esercito di Eneti.
Dopo aver scacciato gli Euganei da quelle terre i Troiani e gli Eneti
avrebbero dato origine alla popolazione dei Veneti. In realtà Padova
fu abitata dai Veneti nel V sec. a.C. ed assunse in seguito sempre maggiore
importanza divenendo nel 45 a.C. “municipium” romano con il nome di
“Patavium”. Importante città nel periodo imperiale (al centro di grandi
strade romane, possedeva un anfiteatro ed un teatro), venne in seguito
più volte saccheggiata e distrutta dai barbari. Nei sec. XII e XIII
la città rifiorì divenendo libero comune guelfo e vide il sorgere dell’Università.
Nel 1337 passò sotto la Signoria dei Carraresi che ne
promossero ulteriormente lo sviluppo sociale, economico e culturale.
Anche con la dominazione veneziana (1405) mantenne il suo aspetto di
città colta e raffinata. Nel XV sec. fu la principale città artistica
del Veneto mentre fioriva l’industria della lana. Invasa per breve tempo
nel 1509 dagli imperiali, seguì sempre fedelmente le sorti della Repubblica
Veneta fino al 1797 quando venne occupata dai francesi che la cedettero
all’Austria. Nel 1866 venne annessa al regno d’Italia di cui seguì le
sorti. Nella II guerra mondiale fu gravemente danneggiata.
CENNI ECONOMICI
Un rapido ed intenso sviluppo industriale (settore metalmeccanico,
dell’abbigliamento, delle fibre tessili e alimentare) che ha coinvolto
una vasta area attorno alla città, ha mutato la tradizione economica
agricola, promovendo una veloce espansione territoriale che ha in parte
compromesso l’assetto originario della città. Padova è oggi un importante
polo direzionale, economico e sociale del Veneto che si distingue in
particolare nel settore commerciale ma con alcuni problemi urbani in
ordine alla viabilità cittadina e alla carenza di abitazioni.
PROFILO
ARTISTICO
Padova conserva solo tracce dell’epoca romana ed è solo a
partire dall’XI sec. che ci restano monumenti particolari (la bizantineggiante
chiesa di Santa Sofia). Nel XIII sec. la città venne circondata da una
cinta muraria e vide l’inizio della basilica del Santo e la costruzione
del Palazzo della Ragione (palazzo del Tribunale). Nel ‘300 venne edificata
la celbre Cappella degli Scrovegni, affrescata da Giotto, mentre numerosi
altri pittori operavano in quel periodo in città (Guariento, Altichiero
da Zevio, Tiziano, ecc.). Del XV sec. Sono la statua equestre del Gattamelata
di Donatello e gli affreschi del Mantenga nella chiesa degli Eremitani.
Nel ‘500 Padova venne dotata di una forte bastionata con celebri porte
del Falconetto e del Sanmicheli. In questo secolo la Piazza dei Signori
di arricchì di pregevoli opere d’arte, mentre sorsero l’Orto Botanico
ed il palazzo del Bò. Del ‘600 è il teatro anatomico stabile e del ‘700
è la stupenda piazza del Prato della Valle. Nell’ ‘800 venne edificato
il Caffè Pedrocchi e ristrutturato il Teatro Verdi, da G. Jappelli.
Padova possiede inoltre un interessante Museo Civico che conserva numerose
opere d’arte.
COSA VEDERE A PADOVA
Padova, come dice un vecchio detto, è la “città del caffè
senza porte, del prato senz’erba e del Santo senza nome”, cioè del Caffè
Pedrocchi, del Prato della Valle e della Basilica di Sant’Antonio. Due
sono i percorsi consigliati per la visita di Padova.
1° ITINERARIO
Partendo
dall’Anfiteatro romano del I sec. d.C. si visita la Cappella degli Scrovegni
(a pagamento), in C.so Garibaldi, ricchissima di pregevoli affreschi
della vita di Cristo, opera eseguita da Giotto tra il 1305 e il 1306.
Si passa quindi alla vicina chiesa degli Eremitani, costruita
in stile romanico-gotico tra il 1276 e il 1306, conservante alcuni resti
di affreschi del Mantenga, sopravvissuti al bombardamento del 1944.
ci si dirige ora in Piazza delle Erbe ed in Piazza della Frutta, dominate
dal Palazzo della Ragione, opera duecentesca composta da una vasta sala
interna affrescata, conservante un gigantesco cavallo di legno, ispirato
a quello del Gattamelata.
Di qui si passa in Piazza dei Signori sulla quale si affaccia
l’elegante Loggia della Gran Guardia collegata con la Piazzetta del
Capitaniato dall’Arco dell’Orologio, riproduzione di quello del Dondi
ma con la diffrenza che al posto del segno zodiacale della libra vi
è quello dello scorpione (sostituito per vendetta dall’artefice mal
pagato).
Le tre piazze (delle Erbe, dei Frutti e dei Signori) rappresentano uno
dei più tipici nucleidi Padova, sedi di mercati sin dal medioevo le
prime due, e teatro di giostre, tornei e feste popolari l’ultima, sono
chiuse da lunghi porticati e divise dal Palazzo della Ragione.
E’ quindi facile raggiungere Piazza Duomo con la rinascimentale chiesa
di Santa Maria Assunta ed il romanico Battistero, a pianta quadrata,
affrescato nel XIV sec. da Giusto de’ Menabuoi.
Dal Duomo si raggiunge il palazzo del Bò in via VIII Febbraio, costruzione
duecentesca, sede dell’Università e che conserva all’interno un bel
cortile cinquecentesco, il teatro anatomico e l’aula Magna decorata
da antichi stemmi, dove si conserva anche la cattedra da cui insegnò
Galilei. Il Bò si chiama in questo modo per l’insegna a testa di bue
che apparteneva ed un albergo, demolito nel 1493 per far posto all’attuale
sede universitaria; insegna che divenne in seguito il simbolo dell’Università
di Padova.
Vicino al palazzo del Bò vi è la tomba di Antenore, una tomba medievale
che la tradizione popolare vuole essere il luogo di sepoltura del mitico
Antenore.
Il percorso termina infine con la visita al Caffè Pedrocchi, costruito
nel 1831 da G. Jappelli in stile neoclassico. Il “caffè senza porte”
deve il suo nome al fatto di avere le sale sempre aperte tutto il giorno.
Il “Caffè”, importante centro culturale e di incontro per studenti e
docenti dell’Università, vide nel Risorgimento violenti scontri patriottici.
2° ITINERARIO
Si Parte dal Prato della Valle, il “prato senza erba”, vasta
piazza monumentale progettata da D. Cerrato nel 1775 sul luogo dove
si trovava una palude. Di forma ellissoidale, presenta al centro la
cosiddetta Isola Memmia, un piccolo giardino alberato circondato da
un canale sui cui bordi vi sono 87 statue di uomini illustri. La località
fu sede fino al ‘500 di mercati e fiere come quella del Santo. Attorno
al Prato sorsero vari palazzi, conventi, chiese: tra questi è da ricordare
la basilica di Santa Giustina, risalente al XVI sec. e sormontata da
8 caratteristiche cupole.
Da qui si può visitare l’Orto Botanico (a pagamento), costituito nel
1545 (è il più antico d’Europa) e contenente rarissimi esemplari di
piante, anche esotiche. Si prosegue quindi per la basilica di Sant’Antonio,
il “Santo senza nome”, meta di pellegrinaggi che richiama ogni anno
una moltitudine di fedeli. Insieme di stili romanico, gotico e bizantino,
la basilica fu iniziata nel 1232 e finita verso la metà del XV sec.
Conserva al suo interno affreschi trecenteschi di Altichiero, di Avanzo
e di Giusto de’ Menabuoi; sculture di Donatello e bassorilievi del Sansovino
e di sculturi cinquecenteschi. Suggestive sono inoltre le 8 cupole e
la facciata a capanna. Nella piazza antistante la basilica si trova
la famosa statua del Gattamelata, opera di Donatello.
Continuando infine verso via Cesarotti, di incontrano le cinquecentesche
Loggia e Odeo Corsaro, la prima disegnata dal Falconetto: in questa
sede avvenivano rappresentazioni teatrali e musicali (ingresso a pagamento).
Un visita completa della città non può dimenticare le porte dei bastioni.
Tra queste, ai capi opposti della città, ricordiamo le cinquecentesche
Porta di San Giovanni e Porta Venezia con annesso porto fluviale.
LA
PROVINCIA
La provincia di Padova ha una superficie di 2.142 kmq ed
occupa una posizione centrale nel Veneto con una larghezza massima di
circa 60 km tra la laguna di Venezia e Montagnana, ed una lunghezza
massima si circa 70 km tra l’Adige e Cittadella. Il suo territorio si
estende ad un’altitudine che va dai 0 m s.l.m. della laguna ai 601 m
s.l.m. dei Colli Euganei.
La provincia di Padova comprende
105 comuni.
CENNI
GEOLOGICI
Il territorio della provincia di Padova è costituito in gran
parte da pianura con l’esclusione dei Colli Euganei. La pianura è di
origine alluvionale e presenta terreni impermeabili, costituiti da materiali
sabbiosi ed argillosi, dovuti ad una deposizione geologicamente recente
di strati alluvionali sull’antico golfo dell’Adriatico. Tale pianura
è ricca di acque superficiali e di conseguenza ha avuto una intensa
utilizzazione agricola.
I Colli Euganei, di origine vulcanica, presentano rocce basaltiche
e rachitiche del Cretaceo superiore e del Cenozoico.
CENNI
STORICI
Il territorio padovano fu abitato dai Veneti provenienti
dall’Illiria che si stanziarono inizialmente sui Colli Euganei fondando
la città di Este sulle rive dell’Adige e dando vita a quella civiltà
atestina che si irraggiò in tutto il Veneto tra il X sec. e l’epoca
romana. Con il dominio romano, il territorio padovano vide il sorgere
di città quali Monselice, Padova, Montagnana ed altri centri minori
lungo la strada Annia, e divenne importante non solo per i suoi prodotti
agricoli, ma anche per l’arte e la cultura. Dopo un periodo di decadenza
dovuto alle invasioni barbariche, ed il dominio longobardo e franco,
nell’XI sec. la provincia di Padova inizia un lento ma costante rifiorire:
si dà nuovo sviluppo all’agricoltura, si inizia la bonifica della bassa
padovana, mentre sorgono liberi comuni e centri dotati di fortilizi
e castelli (ben 70).
E’ questo il periodo del massimo sviluppo del Comune guelfo di
Padova (XIII sec.) che estende la sua giurisdizione anche al di fuori
degli attuali confini provinciali: vengono cintati e fortificati i borghi
di Cittadella, Monselice, Montagnana, Camposampiero mentre sorgono tutta
una serie di castelli a difesa dei possedimenti di Ezzelino da Romano
e poi del Comune di Padova. Con la dominazione carrarese (1337 – 1405)
ebbero notevoli impulsi l’economia, le arti e la cultura del padovano
ma si assistette anche ad una serie di guerre per l’egemonia con Verona
e Venezia.
Il dominio della Serenissima interessò il territorio padovano
con una intensa penetrazione economica veneziana (un terzo del territorio
era in mano ai nobili veneziani ed un terzo al clero), ma portò condizioni
migliori nella vita sociale padovana nel giro di qualche secolo. Dopo
la parentesi napoleonica, la provincia di Padova passò all’Austria sotto
il cui dominio rimase fino all’annessione italiana del 1866. in questo
secolo la provincia subì le distruzioni delle due guerre mondiali e
vide lo svilupparsi soprattutto della piccola e media industria, anche
a scapito di certi settori agricoli.
CENNI
ECONOMICI
L’economia padovana si è venuta modificando sensibilmente
nel secondo dopoguerra ed ha visto lo sviluppo della piccola e media
industria (concentrata soprattutto nella cintura attorno alla città
e nei centri maggiori ). I settori principali sono quello meccanico,
dell’abbigliamento, delle materie plastiche, dell’elettrotecnica, alimentare,
della lavorazione del legno e dei mobilifici, tessile, della meccanica
di precisione, chimica. L’agricoltura ha ancora un ruolo importante
e vede come coltivazioni prevalenti il mais e la bieticoltura (nella
bassa padovana) unite alla cerealicoltura e ad una certa produzione
di vino (zona dei Colli Euganei e nelle zone limitrofe alla provincia
di Venezia). Anche l’orticoltura e la frutticoltura hanno una certa
consistenza. Il commercio è ben sviluppato soprattutto nella zona di
Padova mentre il turismo termale interessa la zona di Abano e Montegrotto.
LOCALITA’
DI INTERESSE ARTISTICO, CULTURALE E AMBIENTALE
Abano
terme
Località termale specializzata nella cura dei fanghi fin
dall’epoca romana, è una cittadina ricca di alberghi e di attrezzature
turistiche come le vicine Montegrotto Terme, Monteortone, Battaglia
Terme e Galzignano Terme.
Arquà
Petrarca
Antico borgo medievale che conserva la casa in cui visse
negli ultimi anni di vita il Petrarca e la sua tomba.
Cittadella
Borgo fortificato medievale, possiede una cinta muraria di
forma poligonale, costruita nel 1220, con 32 torri e quattro porte.
Interessanti sono anche la chiesa di San Donato ed il teatro neoclassico
dello Jappelli.
Colli
Euganei
Si tratta di un territorio molto interessante sotto l’aspetto
naturalistico, paesaggistico e storico-artistico, divenuto Parco Naturale
regionale pochi anni fa. Meritano un’escursione ed una visita il Monte
Venda ed il Monte della Madonna, l’Abbazia benedettina di Praglia (sec.
XV e XVI), l’eremo di Monte Rua, fondato nel 1339 ed appartenente ai
Camaldolesi, il labirinto di Valsanzibio.
Il Monte Venda, la “cupola” più alta dei Colli, con i suoi 602
metri di altezza, è irto di ripetitori e trasmettitori di numerose reti
televisive, radiofoniche e telefoniche.
Queste formazioni collinari sono costellate di pittoreschi paesi,
di monasteri, di castelli e di sontuose ville, quasi a ricordare la
loro vocazione a dominare dall’alto, nel silenzio e nella pace del ritiro,
gran parte della pianura veneta.
Este
Centro della civiltà atestina (sec. XII a.C. ), diede i natali
alla famiglia degli Estensi, poi signori di Ferrara. Conserva l’interessante
Museo Nazionale Atestino, la cinta muraria ed il trecentesco castello
dei Carraresi. Interessanti sono poi i giardini pubblici, la romanica
chiesa di San Martino ed il seicentesco Duomo.
Monselice
Suggestivo borgo medievale fortificato, possiede una stupenda
strada panoramica che collega il centro cittadino a villa Duodo. Lungo
essa si incontrano la Loggia cinquecentesca del Monte di Pietà, l’ex
chiesa di San Paolo e la ca’ Marcello (con una ricca raccolta di armi
e di opere antiquariati). Inoltre presenta il Duomo di Santa Giustina
e la villa Duodo, opera dello Scamozzi.
Montagnana
Cittadina fortificata, conserva una stupenda cinta muraria
medievale lunga 2 km con 4 porte e 24 torri esagonali. Inoltre possiede
un Duomo cinquecentesco con una pala del Veronese ed alcuni monumenti
cinquecenteschi (palazzo del Monte di Pietà, la palladiana villa Pisani).
Camposampiero
Luogo antoniano, conserva l’interessante santuario con affreschi
cinquecenteschi, sorto sul luogo dove dimorò Sant’Antonio negli ultimi
giorni della sua vita.
Piazzola sul Brenta
Vi sorge villa Contarini, stupenda costruzione dei sec. XVI
e XVII con interessante parco e la famosa sala della musica a forma
di chitarra ed affreschi seicenteschi.
Piove
di Sacco
Centro dai caratteristici portici, conserva una parrocchiale
con due tele del Tiepolo, palazzi seicenteschi (Gradenigo e Priuli),
il municipio dello Jappelli, la settecentesca palazzina Brunati.
Nelle vicinanze, sorge il romanico santuario della Madonna delle
Grazie, mentre nella campagna è possibile ancora scoprire qualche casone
(casa rurale con tetto in canna palustre).
Teolo
Ha dato i natali allo storico romano Tito Livio. Presenta
la duecentesca chiesa di Santa Giustina con rifacimenti settecenteschi
e l’interessante municipio con torre ed orologio del cinquecento.
Villa
Barbarigo a Valsanzibio
Del sec. XVII, possiede un suggestivo parco all’italiana
e un grande portale circondato da statue. Bella la statua del Tempo
che reca sulle spalle un poliedro che assume colorazioni diverse a seconda
della luce.
ESCURSIONI
CONSIGLIATE
1. Lungo il Brenta
E’ un itinerario nell’Alta pianura padovana, lungo parte
dell’interessante Riviera del Brenta (ambiente fluviale, naturalisticamente
importante, proposteo come parco naturale).
Si parte da Padova e ci si dirige fiancheggiando il Brenta a Piazzola
sul Brenta (villa Contarini). Si prende quindi tra campi e vigneti,
per Cittadella (cinta muraria, duomo e Teatro Sociale), dove è d’obbligo
l’assaggio del tipico dolce “la polentina” una focaccia tradizionale
confezionata in cestini di vimini).
Si prosegue per Camposampiero in un paesaggio agricolo dominato
dai vigneti (visita alle torri dell’orologio e del municipio, ed al
Santuario del Noce, con affreschi della vita del Santo). Da camposampiero
si ritorna a Padova per Campodarsego.
2. La Riviera del Brenta
da Padova è interessante l’escursione in battello sul Canale
del Brenta fino a Venezia (vedere escursioni consigliate della provincia
di Venezia).
3. I Colli Euganei e le Terme
Di origine vulcanica, i Colli Euganei presentano una copertura
vegetale interessante tra cui si incontrano villaggi e santuari sparsi,
tipiche oasi immerse nel verde e nella tranquillità.
Da Padova si prende per Abano Terme (cittadina termale famosa
già in epoca romana) e quindi dopo essere passati per Monteortone (Santuario
della Vergine del XV sec. con affreschi), si visita l’Abbazia benedettina
di Praglia (sec. XV e XVI).
Da Praglia si prosegue per Teolo e quindi per Galzignano lungo
le pendici del Monte Rua (interessante è la visita all’eremo camaldolese).
Da Galzignano si prende per Arquà Petrarca (borgo medievale con vicino
laghetto), seguendo la “strada dei vini dei Colli Euganei”. Si prosegue
poi per Battaglia Terme (celebri sorgenti termali) e per il cataro (stupenda
villa abitata dagli Estensi nell’Ottocento, con parco dello Jappelli).
Da qui per Montegrotto (località termale) con rientro a Padova.
4. La Saccisica
Da Padova si prende per Piove di Sacco (duomo e Torre Civica,
palazzi Gradenigo, Corazza e Bertoni, santuario della Madonna delle
Grazie). Nella campagna circostante è possibile trovare alcuni tipici
casoni veneti. A Correzzola è possibile ammirare la splendida corte
benedettina che dipendeva dall’abbazia di Santa Giustina in Padova,
mentre a Pontecasale villa Gazzoni, ora Carraretto, l’unica villa di
Jacopo Sansovino (visita con permesso preventivo).
Si ritorna quindi per Carrara San Giorgio dove in un castello
trecentesco (castello di San Pelagio) è ospitato il Museo dell’Aria
(modelli di aerei e storia del volo).
5. La Bassa Padovana
E’ un itinerario alla scoperta di cittadine fortificate e
di storia archeologica. Da Padova prendendo la statale si arriva a Monselice
(mura e rocca medievale, Ca’ Marcello, Ca’ Duodo, via sacra delle Sette
Chiesette).
Ad Este è interessante il Museo Nazionale Atestino (cultura paleoveneta),
il castello ed il Duomo. Infine si prosegue per Montagnana (cinta muraria,
castello di San Zeno, Rocca degli alberi, duomo, villa Pisani). Si ritorna
quindi a Monselice e da qui a Padova.
GASTRONOMIA
TIPICA
La cucina padovana è rinomata ed annovera specialità come
il prosciutto di Mnotagnana, la gallina padovana ed il “pan padovan”.
Tra i primi piatti ricordiamo i piatti in salsa (spaghetti con cipolla
e acciughe), i “rufioi” (ravioli), i “maneghi” (gnocchetti), “risi e
bisi” (riso e piselli), il “risotto coi rovinassi” (con frattaglie),
la”panà” (zuppa di pane). Tra i secondi piatti un doveroso assaggio
spetta alla gallina, la faraona, l’anitra, il “dindo” (tacchino), i
capponi (cucinati in vari modi), la “polenta e osei”, il fegato di manzo,
il baccalà alla cappuccina, i “torresani” (piccioni).
Tra i dolci, tipici sono le “fritole” e i “galani” (frittelle
e crostoli di carnevale), la pazientino e i “zaleti”, la polentina di
Cittadella, i fichi segalini, le pesche di Monselice. I vini migliori
sono quelli dei Colli Euganei, bianchi e rossi, il Friulano, il Tocai,
il Cabernet e il Moscato di Arquà Petrarca.