Auditorium

LA CITTA’

Belluno è situata nella media valle del Piave, su di uno sperone collinare alla confluenza del torrente Ardo nel Piave. Posta a m. 383 s.l.m. la città è circondata a Nord dal gruppo montuoso dello Schiara e dalle Dolomiti Bellunesi, mentre a Sud c’è il gruppo del Nevegàl.
Il centro storico cittadino non è molto abitato ma rimane il centro commerciale, culturale e religioso, mentre gran parte della popolazione occupa i nuovi quartieri, sorti negli ultimi 30 anni, attorno al centro: Cavarzano, Baldenich, Mussoi, Travazzoi, S. Gervasio e Mier. Belluno conserva l’impronta della Serenissima sia nei suoi palazzi, vie e monumenti, come nelle tradizioni e nel dialetto locale; un armonico e suggestivo connubio di arte, natura e storia che ne fa una città a misura d’uomo.
Teatro ComunaleIl comune di Belluno ha una superficie di 147,18 kmq ed una popolazione di circa 37.000 abitanti.
C.A.P. 32100; prefisso telefonico: 0437.

COME SI ARRIVA
MACCHINA: la Provincia di Belluno è collegata alla pianura veneta attraverso l'autostrada A27, atta a raggiungere il nodo Mestre - Venezia, che si sviluppa sullo stesso percorso nella strada statale 51 di Alemagna, via Ponte nelle Alpi, sella di Fadalto, Vittorio Veneto. Sempre dalla pianura, partendo da Padova e Vicenza si può giungere percorrendo la statale 49 a Feltre. Sempre a Feltre si giunge da Trento percorrendo la Valsugana fino a Primolano e poi verso Arsié. Porticato Palazzo dei RettoriA nord due direttrici meritano maggior attenzione: dall'Austria attraverso il Brennero, transitando per Vipiteno, Bressanone, Ortisei e Canazei si giunge ad Arabba attraverso il passo Pordoi; da Tarvisio per Tolmezzo ed il passo della Mauria si giunge a Lorenzago di Cadore. Inoltre, tra le vie d'accesso, non si può dimenticare lo storico precorso da Nord a Sud rappresentato dall'attuale S.S. 51 di Alemagna. Da sempre infatti dal nord e dall'est Europa di è scelto l'asse Dobbiaco - Cortina - Pieve di Cadore - Belluno per arrivare alla Pianura Padana e poi a Roma

Piazza DuomoIN TRENO: è collegata con Padova, Calalo, Treviso, feltre e Conegliano. La stazione ferroviaria è in piazzale Stazione (tel.: 0437 25438).
Belluno dista 70 km da Treviso, 66 km da Pordenone, 99 km da Padova, 11 km da Trento, 129 km da Vicenza, 63 km da Cortina D’Ampezzo.

Cenni storici
Belluno fu in età preromana dimora di popolazioni celtiche e venetiche; indi municipio romano. Nell’alto medioevo si formò una cittadinanza nuova dalla fusione di genti romane e indigene che dimorarono nel “Castrum romanum” che sorgeva nello stesso luogo ove si trova il centro storico. Nei primi anni del X secolo l’imperatore del Sacro Romano Impero investì del titolo di conte il vescovo di Belluno; la città aveva un vescovo cattolico sin dal IV secolo.
Dal 950 al 992 il vescovo Giovanni II allargò i suoi possedimenti conquistando Polcenigo, Pieve di Soligo e Montebelluna. Per difendersi agevolmente dai nemici diede inizio alla costruzione delle mura della città in sostituzione della meno sicura palizzata. Detta cinta muraria fu completata nel secolo successivo. In seguito i vescovi governarono con l’aiuto dei nobili che ben presto lottarono a sangue fra loro per aggiudicarsi la cariche cittadine. Alcuni chiesero l’aiuto di parenti esterni e la città cadde in mani straniere nel 1300.
Museo Civico e Campanile del DuomoIn questo secolo disgraziato la città conobbe otto signorie diverse. Nei primi anni del 1400, in un periodo di “vacanza” di potere, la cittadina ottenne la protezione della “Serenissima” che le garantì un lungo periodo di pace sino alla fine del XVII secolo, quando apparvero le truppe napoleoniche. Da allora la storia bellunese si identifica con quella d’Italia.

Cenni economici
L’economia di Belluno si basa sui settori dell’arredamento e della lavorazione del legno. Sulla lavorazione del marmo e sull’antiquariato. A livello industriale sono sviluppati i settori delle apparecchiature elettriche ed elettroniche ed il settore della lavorazione del latte. Notevole è infine lo sviluppo turistico sulle pendici del Col Visentin e del Col Nevegàl.

COSA VEDERE A BELLUNO 
La città conserva nella disposizione arroccata del centro storico, il fascino della civiltà medievale, reso evidente anche da alcuni monumenti: il torrione, il polittico di San Martino, l’arca degli Avoscagno, le porte Doiona e Rugo, ed alcune bifore in piazza Duomo ed in via Mezzaterra. Alcune tradizioni e leggende sono legate a questo periodo: Attila avrebbe costruito Porta Rugo, mentre i consiglieri comunali della città amavano alternare le loro riunioni con la degustazione dei “consegi”, biscotti ovali inzuppati nel vino e caratteristici ancora oggi. 
Molti sono i palazzi costruiti dal rinascimento in poi e in epoche più recenti. Fra i primi, notevoli di menzione sono: il palazzo dei rettori veneziani, il palazzo dell’”Auditorium”, il palazzo del museo, il duomo, la chiesa gotica di Santo Stefano, il palazzo della Crepadona, il Monte di Pietà e i palazzi in piazza delle Erbe, il palazzo Doglioni (ora Banca Cattolica), il palazzo Pagani-Cesa (sede della Camera di Commercio), i chiostri del seminario, dei padri serviti, la chiesa di San Pietro e altri minori. Dei secoli più recenti meritano di essere ammirati: il palazzo municipale, il teatro, la “Cassa di Risparmio” e il palazzo delle Poste.
Per la visita di Belluno proponiamo un itinerario da svolgersi in mezza giornata. Chi arriva in auto può parcheggiare in piazza dei Martiri ed in piazza del Duomo,mentre chi arriva in treno, dalla stazione FS vi sono alcuni bus che transitano per il centro. 

Orologio Palazzo dei RettoriItinerario. Partendo da P. dei Martiri, vasta piazza veneta col bel giardino ed alcuni interessanti palazzi, ci si dirige per P Castello in P. Duomo ove sorgono il Palazzo dei Rettori (opera rinascimentale che ingloba a destra la torre civica e presenta una loggia riccamente ornata), il Duomo (eretto nel secolo XVI da T. Lombardo e presentante tre navate con altari barocchi e tele di vari autori), ed il quattordicesimo Palazzo Crepadona.
In P. Duomo si incontra il Museo Civico (pinacoteca, raccolte di reperti archeologici e storici locali) e proseguendo si imbocca v. Mezzaterra, tipica in via veneta affiancata da edifici gotici e rinascimentali, percorrendola verso Sud. Si devia quindi a sinistra per Porta Rugo (sec. XIV-XVII) e si ritorna per v. S Maria dei Battuti. Qui si incontra il Santuario Gregoriano (chiostri del XIV-XVI sec., e la chiesa di S.Pietro (dipinti dello Schiavone e pale lignee del Brustolon).
Si prende ora per P. delle Erbe con artistica fontana quattrocentesca, il cinquecentesco palazzo del Monte di Pietà ed edifici rinascimentali. Da qui per via Rialto si passa da Porta Dojona (sec. XIII-XVI),si entra in v. P. Emanuele e per v.Roma si giunge a S. Stefano (chiesa gotica con portale trecentesco, ricca di affreschi dei sec. XVI-XVII e sculture lignee). Attraversando ora il parco “Bologna” si giunge in p. Piloni e si ritorna in p. dei Martiri.

LA PROVINCIA
La provincia di Belluno ha una superficie di 3.678 kmq ed occupa la posizione più settentrionale del Veneto, con una lunghezza massima di circa km 90 dal monte Grappa alla Croda di Becco, ed una larghezza massima di circa km 65 da Lamon al monte Cavallo. Il suo territorio, prevalentemente montuoso, va dai 250 m s.l.m. della Val del Piave, agli altri oltre 3.300m s.l.m. della Marmolada. La provincia di Belluno è suddivisa in 69 comuni e presenta una popolazione complessiva di circa 220.000 abitanti, con una densità di 60 ab./kmq, la più bassa del Veneto.

Monte dei pegniCENNI GEOLOGICI
Il territorio bellunese è per gli 8/10 montuoso; solo nella parte meridionale, nella media Val del Piave, presenta un aspetto pedemontano. E’ il regno delle Dolomiti, montagne costituite in prevalenza da dolomia del Triassico con basamenti scistoso-cristallini, originatisi tra il Paleozoico antico ed in Neozoico. Numerose sono anche le rocce calcaree, presenti soprattutto nella fascia prealpina ed originatesi nel Giurese.

CENNI STORICI
La terra bellunese fu anticamente abitata da genti diverse: tribù celtiche ed insediamenti venetici intorno a Belluno, etruscoidi nel Feltrino, popolazioni dell’alta Asia nel Candore. Al tempo della occupazione romana (I sec.) le tre zone furono amministrate da tre tribù romane diverse ed ebbero il ruolo di “municipalità”, cioè di cittadinanze autonome che riconoscevano, rispettavano e pagavano la protezione dello stato romano. Esse conservarono caratteristiche romaniche sino al 1000 dopo Cristo quando Feltre e Belluno divennero feudi ecclesiastici e il Candore, protetto dal patriarca di Aquileia, assunse la forma di vita indipendente e comunitaria delle “regole” che ancora oggi sopravvive in alcune manifestazioni.
Nei primi anni del secolo XV tutta la zona passò sotto la influenza della repubblica di S. Marco e ne ricevette la sua sicura, ma anche onerosa protezione. Essa le garantì quattro secoli di pace quasi completa e nella quale fiorirono e si svilupparono l’agricoltura, i commerci e il progresso civile delle popolazioni. Nel 1798 giunsero nelle nostre vallate le truppe napoleoniche che abbatterono un governo di tipo oligarchico (consiglio dei nobili più protezione veneziana) per consegnarsi subito dopo a quello paternalistico dell’impero austro-ungarico.
D
a allora la storia della provincia si allinea con quella del Veneto e dell’Italia. Però nel secolo attuale due vicende meritano una particolare menzione e per esse il gonfalone della città di Belluno è stato insignito della “medaglia d’oro” al valore militare: l’invasione dell’esercito austro-ungarico (1917-18) causa di vandaliche distruzioni e di requisizioni inumane di viveri  che costrinsero le popolazioni ad una fame spaventosa; la resistenza partigiana degli anni 1944-1945 che terminò con la cattura da parte dei volontari bellunesi di due agguerrite divisioni tedesche che intendevano arroccarsi nei nostri monti per continuare la resistenza contro l’esercito alleato.

CENNI ECONOMICI
L’economia bellunese ha subito una sostanziale trasformazione nell’ultimo secolo: è diminuita l’importanza del commercio del legname, sono state chiuse le miniere agordine, sono scomparse le officine per la lavorazione del ferro, il trasporto fluviale con le zattere, è diminuito l’allevamento bovino e bovino con la conseguente diminuzione di prodotti caseari e della lana. Si sono sviluppate industrie elettrotecniche (sinistra Piave e Belluno), dell’arredamento, delle occhialerie (Cadore), della ceramica (Trichina), mentre la lavorazione del latte si è concentrata in grandi caseifici (Busche, Castion, Consiglio).
Enormi proporzioni ha assunto l’industria del turismo estivo, ma soprattutto invernale che con i suoi impianti di risalita ha attrezzato vastissime estensioni. I centri maggiori di Cortina, Alleghe, Sappada, Marmolada e Nevegal, Passi di S. Pellegrino e Valles e altri minori permettono agli affezionati dello sci di percorrere decine di chilometri di piste e di visitare intere vallate ricoperte dal manto bianco di suggestiva bellezza.

Palazzo dei RettoriPROFILO ARTISTICO
Le tradizioni artistiche della valle del Piave e di quello dei suoi affluenti furono la pittura e la scultura del legno. In varie chiese dei centri maggiori, ma anche in quelle minori si possono ammirare tele e affreschi di pittori bellunesi, feltrino e quelli cadorini che ebbero nel Tiziano il loro massimo esponente e le sculture di Andrea Brustolon e di Valentino Panciera Besarel artisti di elevati meriti.
Costruzioni degne di ammirazione sono la molteplici ville padronali che sorgono ovunque in punti panoramici eccellenti del Bellunese e del Feltrino ove l’antica nobiltà terriera si recava a villeggiare l’estate e a presiedere l’operato di numerosi coloni.
Nei centri storici di Feltre e di Belluno numerosi sono i palazzi che di pregio artistico, alcuni dei quali sono stati recentemente restaurati e restituiti all’antico splendore. Nelle vallate agordine, zoldane e cadorine  meritano una visita particolare i grandi “tabià” ricordi simbolici della attività agricola dei secoli passati.

LOCALITA’ DI INTERESSE ARTISTICO, CULTURALE ED AMBIENTALE

Agordo
Situato nella Val Cordevole, è centro di villeggiatura estivo ed invernale, circondato dalle Pale di San Lucano  e dal monte Agner. Nella zona veneta delle Pale di San Martino dovrebbe nascere un parco naturale regionale.

Auronzo di Cadore
Centro pittoresco del Cadore, con il suo bel lago artificiale, è frequentato per gli sport invernali.

Cortina d’Ampezzo
Rinomatissimo centro turistico, è situato nella valle del Boite e presenta impianti sportivi tra i più moderni. La “Perla delle Dolomiti” è circondata dalle Tofane, Pomagagnon, Cristallo, Sorapis e Croda da Lago. Interessante è la raccolta di pittura della Collezione Rimordi.

Civetta e Moiazze
E’ uno dei gruppi dolomitici più famosi e di suggestiva bellezza con le imponenti pareti e gli arditi torrioni. E’ stato proposto come parco naturale regionale.

Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi
Si tratta di un suggestivo comprensorio montuoso, dalle caratteristiche naturali uniche, divenuto parco nazionale nel 1993. Comprende le Prealpi Bellunesi, i monti del Sole ed il gruppo dello Schiara che si trovano immediatamente a ridosso della valle del Piave.

Feltre
Cittadina d’impronta veneta, conserva edifici e palazzi cinquecenteschi e la p. Maggiore con il castello ed il Palazzo del comune. Da visitare è inoltre il Museo Civico e la cinquecentesca Cattedrale.

Longarone
Centro tristemente famoso per la tragica inondazione che nel 1963 colpì il paese a causa della frana che rovinò la diga del Vajont.

Misurina
Bella località con l’omonimo lago, situata tra le Tre Cime di Lavaredo, i Cadini, le Marmarole, il Sorapis ed il Cristallo. E’ centro di soggiorno estivo e di sport invernali. Nella zona delle Tre Cime di Lavaredo e dei Cadini è stato proposto un parco naturale regionale.

Pieve di Cadore
E’ il capoluogo del Cadore che ha dato i natali a Tiziano. Conserva il Palazzo della Magnifica Comunità Cadorina, la casa di Tiziano e la Chiesa cinquecentesca del Crocefisso.

ESCURSIONI CONSIGLIATE  

1. IL CADORE E LE DOLOMITI AMPEZZANE
E’ uno degli itinerari più classici che portano alla scoperta dei “Monti pallidi” e su cui sono possibili e consigliate indimenticabili escursioni.
Si parte da Belluno e si prende per Ponte nelle Alpi e Longarone (testimonianze della tragedia del Vajont). Si continua per Pieve di Cadore (p. Tiziano, Palazzo della Magnifica Comunità Cadorina, Casa Vallanzasca, Chiesa del Crocefisso), e per Auronzo di Cadore (impianti turistici e sportivi).
Si prosegue quindi per Misurina (lago omonimo, possibilità di escursione nel gruppo dei Cadini, sul Cristallo e sul Sorapis), e si visitano(anche in auto su strada a pedaggio), le Tre Cime di Lavaredo. Da Misurina si prende poi per Cortina d’Ampezzo (centro di villeggiatura estiva ed invernale tra i più famosi d’Europa), e quindi seguendo la Val di Boite, in uno scenario che va dalla Croda da Lago al Sorapis, dal Pelmo all’Antelao, si ritorna a Pieve di Cadore e quindi a Belluno. 

2. L’AGORDINO ED IL ZOLDANO
E’ un altro itinerario nelle Dolomitiche ne completa la visita del settore centrale ed offre notevoli e suggestive possibilità di escursione.
Da Belluno per il canale di Agordo, si raggiunge Agordo (centro turistico e di soggiorno invernale), tra le Pale  di S. Lucano e l’Agner. Si prosegue quindi per Cencenighe ed Alleghe (centro di sport invernali e di soggiorno estivo, con il suo lago e l’altra parete del Civetta).
Curiosi, sono dopo Alleghe, i due antichi villaggi di Caracoi Cimai e Caracoi Agoin, nati dalla deportazione in queste zone di turchi infedeli da parte della Serenissima. Da qui ci si dirige a Caprile dove si può salire al Passo Pordoi (tra la Marmolada e il gruppo del Sella). Da Caprile, attraverso la Forcella Staulanza e tra il Civetta, la Croda da Lago ed il Pelmo, si percorre la val di Zoldo fino a Longarone, e da qui si torna a Belluno. 

3. IL FELTRINO E LE PALE DI SAN MARTINO
Partendo da Belluno, lungo la valle del Piave, si arriva a Feltre (p. Maggiore, castello, palazzo del Comune, Museo Civico, Cattedrale); si prosegue per Pedavena (produzione della omonima birra ed interessante parco-zoo), e per Croce d’Aune (le Vette, Prealpi Feltrine). Si arriva quindi a Fiera di Primiero, con lo scenario delle Pale di San Martino, e per il Passo di Cereda si scende ad Agordo. Da qui si ritorna a Belluno.

4. L’ALPAGO ED IL CANSIGLIO
Da Belluno si prende per Ponte nelle Alpi e Farra d’Alpago (lago di Santa Croce). Si sale ora sull’altopiano del Consiglio ed attraversandone il lussureggiante bosco, si scende a Vittorio Veneto. Da qui si ritorna a Belluno.

5. IL NEVEGAL
E’ una gita-escursione che parte da Belluno e in auto porta fino a Pascolet (Casera) a 1.500 m.s.m. Da qui a piedi (2 ore) si sale fino al Rifugio delle Vittorie sul Col Visentin a 1760 m.s.m. (stupendo panorama sulle dolomiti e sulla pianura veneta).

GASTRONOMIA TIPICA
Fra le specialità culinarie bellunesi, citiamo tra i primi piatti la “brodeta” (farina gialla bollita nel latte) e la “zufa” (farina gialla cotta nel latte e condita con ricotta e burro), i “casonzai” (ravioli), gli gnocchi alla cadorina, i “canedi”, la “sopa alla montanara” (trippa).
Tra i secondi piatti vi è il bollito misto, il capretto allo spiedo, la “fongadina” (milza, polmone, funghi), gli “osei scampai”, le lumache e le rane fritte. Famosi sono poi i prosciutti e le salsicce di Sappada ed il salame di camoscio. Buoni i formaggi di latteria e le ricotta affumicata. Tra i dolci vi sono gli strudel, focacce, crostate alla frutta, castagnaccio e biscotti consegi. Vini locali sono il Merlot, Cabernet e Tocai, mentre gustose sono le grappe al ginepro, alla genziana, alla ruta ed ai mirtilli. Da assaggiare anche l’amaro del Cadore e delle Dolomiti, mentre una menzione merita la birra di Pedavena.

Tre Cime di LavaredoLA MONTAGNA BELLUNESE
Le Dolomiti, montagne uniche al mondo per la specifica formazione, il colore rosato tipico, la molteplicità di pareti vertiginose e di guglie arditissime, la ricchezza di acqua, di boschi e di pascoli, rappresentano il paradiso dell’escursionismo e dell’alpinismo.
Seguendo il perimetro della provincia bellunese da Sud, ecco stagliarsi le Alpi Feltrine, divise in 3 sottogruppi: il Cimonega, Col Piza de Sagron, le “Vette” variegate di calcari bianchi e rossi, su cui domina la piramide del monte Pavone, il Pizzocco, più a Nord, imponente bastione dalla cima a pan di zucchero, proteso sulla media valle del Piave; ecco la muraglia isolata, con le frastagliature terminali che sembrano merli ghibellini, dei Monti del Sole; ecco il gruppo della Schiara, simbolo, con la rastremata “Fusela”, della città di Belluno; più su, varcato a Longarone il Maè, il gruppo zoldano del Bosconero, e più su ancora, oltre il Boite, sopra Pieve e Calalo, quello delle tizianesche Marmarole.
In sponda sinistra del Piave, al di là del lago di Centro Cadore, un’altra fetta di Dolomiti, dominata dagli Spalti di Toro e dall’Altopiano di Razzo, segna il confine con la Carnia e delimita lo spartiacque tra Piave e Tagliamento. Subito sopra, all’estremità Nord-orientale della provincia, ecco le sorgenti del Piave a mezzacosta del Per alba, in Val di Sesis. Pochi chilometri a Nord è il confine con l’Austria.
Ad Ovest del Per alba segnano il confine con l’Austria e con la contermine provincia di Bolzano, il Cavallino, il Quaternà, Cima Undici, Croda dei Toni, le Tre Cime di Lavaredo, il Cristallo, la Croda Rossa, le Tofane, giù giù per il Falzarego, verso il sasso di Stria e il Col di Lana fino all’incanto scintillante della Marmolada, celebrata in tutte le lingue e in tutte le stagioni con l’appellativo degli alpigiani: “Montagna Regina”.
A Sud della Marmolada, attraverso le Dolomiti della Val Biois, Mulaz, Focobon, Cimon della Pala, l’anello si salda con le Alpi Feltrine. In mezzo stanno i monti che fanno luccicare gli occhi, nell’evocazione, agli alpinisti di tutto il mondo: l’Agnèr, le Pale di San Lucano, la Molazza, la Civetta, il Pelmo, l’Averau, il Nuvolau, le Cinque Torri, la Croda da LAGO, IL Becco di Mezzodì, i Cadini di Misurina, il Sorapiss, la Croda Martora, l’Antelao.
Un modo diverso per passare una o due settimane di vacanze nello scenario delle Dolomiti è il trekking che si svolge a piedi da rifugio a rifugio, da valle a valle, di sentiero in sentiero lungo le Alte Vie dolomitiche. E’ un modo per avvicinarsi veramente alla natura e di riempirsi gli occhi di panorami meravigliosi. Queste sono leAlte Vie, tutte ben numerate e segnalate

Alta Via n° 1: classica, perché la prima nata e la più frequentata; va dal lago di Braies a Belluno
Alta Via n° 2: detta delle leggende; va da Bressanone a Feltre
Alta Via n° 3: detta dei Camosci; va da Villabassa a Longarone
Alta Via n° 4: detta di Grohmann; va da San Candido a Pieve di Cadore
Alta Via n° 5: detta di Tiziano; va da Sesto Punteria a Pieve di Cadore
Alta Via n° 6: detta dei silenzi; va dalle sorgenti del Piave a Vittorio Veneto
Alta Via n° 7: detta delle Prealpi Bellunesi e dell’Alpago.

Sono Alte Vie “dedicate ai vagabondi dei sentieri, che amano attraversare le montagne al modo antico, da una valle all’altra, per crinali ed alti valichi”. Equipaggiamento adeguato, un po’ di allenamento, una guida in tasca, provviste fino al prossimo rifugio, capacità di adattamento. Il tutto meglio se in compagnia.