Rovigo. Sviluppo urbanistico

Ambiti disciplinari:storia, educazione artistica, storia dell’arte, religione.

Itinerario: L’itinerario inizia da piazza Matteotti e prosegue attraverso il centro cittadino  con passeggiata lungo il Corso del Popolo, piazza Vittorio Emanuele II, via Cavour, piazza Merlin, via X Luglio, piazza Garibaldi, via Silvestri, via IV Novembre e piazzale Soccorso.

ARGOMENTO: Il percorso inizia dai resti del castello, la costruzione più antica e la testimonianza dell’origine della città sviluppatasi intorno all’Adigetto. Il castello, eretto dal vescovo Paolo, esisteva già nel 954 mentre la Torre Donà, alta 50 metri, fu costruita nel 1138 dal vescovo Florio.

Attraversando Corso del Popolo, all’altezza di via Trento dove un tempo sorgeva il Ponte del Sale sull’Adigetto, si giunge in piazza Vittorio Emanuele II, la principale della città.

Piazza Vittorio Emanuele

Attorno a quest’area si sviluppò l’insediamento civile e cominciarono a sorgere i primi palazzi: la quattrocentesca Loggia dei Nodari, ora Municipio, palazzo Roverella, della seconda metà del ‘400, su progetto dell’architetto ferrarese Biagio Rossetti, che testimonia la dominazione estense, la Colonna di S. Marco e palazzo Roncale eretto dal Sanmicheli nel 1555 che rappresentano la presenza di Venezia a Rovigo.

Palazzo Roverella

Contiguo al palazzo del Municipio c’è l’Accademia dei Concordi, istituzione culturale fondata nel 1580, che ospita la biblioteca civica e le importanti pinacoteche dei Concordi e del Seminario Vescovile. Sul fondo della piazza il palazzo della Guardia Austriaca del Meduna documenta un altro periodo storico.

In via Cavour si scorge palazzo Venezze, il più bello del ‘700 rodigino, attualmente sede del Conservatorio Statale di Musica. Si arriva in piazza Merlin, chiusa a sud da porta S. Bartolomeo, creata dall’abbattimento di gran parte dell’antico Ghetto ebraico, la cui struttura è oggi visibile grazie al recente restauro.

Palazzo Venezze

Sulla contigua via X Luglio sorge la chiesa di S. Antonio Abate detta S. Domenico in cui è esposto il Santissimo per l’Adorazione Perpetua.

Si giunge in piazza Garibaldi, realizzata nell’area dove sorgeva la chiesa di S. Giustina, seconda chiesa di Rovigo il cui perimetro è indicato sul lastricato. Vi si trova il Teatro Sociale, inaugurato nel 1819, poi distrutto da un incendio e ricostruito nel 1904, che rispecchia la passione dei rodigini per il melodramma.

Percorrendo via Silvestri si incontrano la chiesa di San Francesco, rifacimento neoclassico di quella trecentesca, che conserva molte opere d’arte di particolare interesse. In via IV Novembre la chiesa del Cristo, in cui la tradizione vuole che S. Francesco si sia fermato nel 1231. A pochi passi si apre piazza XX Settembre con il Tempio della Beata Vergine del Soccorso, detta “La Rotonda”, monumento nazionale e simbolo della città.

La Rotonda

A pianta ottagonale, costruita su progetto di Francesco Zamberlano, seguace e collaboratore del Palladio, è circondata da un largo porticato interrotto dalla sacrestia, che raccoglie iscrizioni e lapidi legate a personaggi storici di Rovigo. Alla linearità e luminosità dell’architettura esterna si contrappone un interno riccamente decorato con tele dei più importanti pittori veneti del ‘600, affreschi, sculture e arredi. Di grande pregio è l’organo di Gaetano Callido e l’altare di legno dorato scolpito dal Caracchio. All’esterno si innalza il possente campanile (57 metri) iniziato nel 1655 su disegno del famoso architetto Longhena.