Lusia e i suoi orti lung’Adige
Ambiti
disciplinari:storia, educazione artistica, storia dell’arte, religione,
economia.
Itinerario:
L’itinerario inizia dalla Torre Morosini di Lusia e prosegue attraverso
le vie della cittadina.
Argomento:
Il rudere di un campanile presso l’argine dell’Adige testimonia
la distruzione della cittadina di Lusia in un bombardamento alla
fine della II guerra mondiale. Poco lontana si eleva la Torre Morosini,
ora restaurata, resto dell’antico e sontuoso palazzo omonimo, ricavato
intorno al Seicento dalla ristrutturazione di un castello di origine medievale,
ma che testimonia un passato importante che ha radici già in epoca romana:
a Lusia sono stati, infatti, ritrovati numerosissimi reperti risalenti
al periodo.

Numerose
alluvioni tra cui quella terribile del fiume Adige nel 1882 hanno depositato
sul terreno preziosi strati di sabbia che ora rendono l’attività agricola
molto diffusa e molto fiorente specie per i prodotti orticoli. Strette
strade si inoltrano fra gli orti in un paesaggio simile ad un “patchwork”
dalle ricche tonalità, testimonianza di operosità, capacità e tenacia
da parte degli abitanti che hanno saputo cambiare una tragedia in benessere.
Opportuna
la visita alla centrale ortofrutticola dove convergono i prodotti
dei numerosi orti.
Scendendo
verso la piazza principale si può ammirare la chiesa parrocchiale dei
SS. Vito e Modesto: la chiesa originale fu distrutta durante il bombardamento
del 20 aprile 1945. Fu ricostruita interamente nella parte opposta del
paese.

Il
campanile è stato completato recentemente; l’interno è arricchito con
un bellissimo organo posto dietro l’altare maggiore. Della vecchia chiesa
parrocchiale distrutta come quasi tutto il paese rimane solo la base del
campanile dove è stata ricavata una cappella votiva in cui all’interno
sono ricordati i caduti del bombardamento. L’unico monumento vero e proprio
di Lusia è una particolare colonna annodata, situata in piazza
Giovanni XXIII, a quattro fusti con capitelli figurati di chiara origine
orientale. Si trova davanti alla chiesa e si dice sia stata abbandonata
dai veneziani perché troppo pesante e comprometteva la stabilità dell’imbarcazione
su cui era posta originariamente.
Poco
lontano dal centro di Lusia, costruito dalla famiglia veneziana dei Zeno
sorge l’oratorio di Ca’ Zen: è costituito dalla casa padronale
con una cappella dedicata a S. Valentino alla quale era dato accesso anche
ai contadini del luogo. Quest’ultima è stata rimaneggiata diverse volte
e viene aperta la domenica per celebrare la messa alle ore 11.00 per tutti
gli abitanti della frazione.
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