La memoria del territorio tra storia e attualità.
Il centro storico di Ariano Polesine, il paesaggio dell’incile del Po a “Santa Maria in Punta” ovvero la punta interna del Delta.

Ambiti disciplinari: geografia, storia, archeologia, educazione artistica, storia dell’arte, idrografia, scienze naturali.

Itinerario: L’itinerario inizia di fronte alla chiesa parrocchiale di Santa Maria in Punta. Dopo la visita alla chiesa e al paesaggio circostante, si prosegue per i centri di Ariano Polesine e Rivà.

Argomento: Il percorso inizia a Santa Maria in Punta, paese diviso a metà dal rifacimento dell’argine in seguito all’alluvione del 1951, con la visita alla chiesa parrocchiale della Natività. In stile romanico, rimaneggiata in forme rinascimentali, all’interno si può vedere il bell’organo del XVIII secolo, opera del Dacci. Dall’argine si notano i resti di un’antica fornace, una delle tante che sorgevano sulle sponde del Po. Tale attività, legata all’apporto di detriti del fiume, ha rappresentato un importante aspetto dell’economia polesana dal tempo degli antichi Romani fino alla metà del XX secolo. Ci si inoltra, quindi, nella golena al di là dell’argine avanzando nel fitto bosco con pozze d’acqua, vegetazione naturale e pioppeti e si prosegue fino ad una spiaggia bianchissima all’incile del Po di Goro, un ambiente unico dal punto di vista geologico e naturalistico.

Lungo l’argine del sinuoso ramo del Po si arriva ad Ariano Polesine, tipico paese rivierasco sul fiume. Una sosta alla chiesetta dedicata a S. Giovanni Nepomuceno, protettore dalle alluvioni, un’occhiata alla piazza su cui incombe l’argine minaccioso. Si prosegue sull’argine in direzione di Rivà osservando il tipico paesaggio agricolo da cui spunta un albero dalle dimensioni gigantesche: “la rovere”, una quercia plurisecolare che cresce ai piedi della scarpata.

Chiesa di S. Basilio

Dopo qualche chilometro si vede sulla sinistra l’abitato di S. Basilio, con la piccola chiesa romanica, posta sulla duna di epoca greco-romana che ha restituito gli abbondanti reperti archeologici custoditi nell’attiguo Centro Culturale.

Reperto

Il piccolo centro è stato in epoca romana la stazione di posta sulla via Popilia chiamata “Radriani”.