Le
corti rurali e l’assetto del territorio nella storia.
Lungo l’Adigetto da Villadose a Pettorazza Grimani.
Ambiti
disciplinari:archeologia, storia, educazione artistica, storia
dell’arte, geografia, idrografia, religione.
Itinerario:
L’appuntamento è a Villadose, di fronte al municipio. Dopo la visita alla
mostra archeologica e all’ambiente rurale circostante, si riprende la
strada verso Pettorazza Grimani, ammirando lungo il percorso varie corti
rurali.
Argomento:
L’itinerario inizia con la visita guidata alla Mostra Archeologica
sulla Centuriazione Romana allestita al piano terra di Ca’ Patella,
villa tardo-seicentesca sede del Municipio di Villadose. La città
si trova, infatti, al centro di una vastissima centuriazione, legata al
centro di Adria. Le indagini archeologiche di superficie hanno restituito
importanti reperti romani che documentano numerose attività: laterizi
bollati col sigillo di fornace, coniazioni monetali, attrezzi agricoli
in ferro, vasellame da mensa, pesi da telaio e da bilancia, ornamenti
e monili.
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Il
percorso museale è arricchito da pannelli esplicativi, riproduzioni fotografiche,
mappe e disegni che permettono al visitatore di comprendere l’antico paesaggio
centuriato e il sistema insediativo del territorio nel I secolo d.C.

Usciti
dal palazzo, si attraversa l’Adigetto e si inizia il percorso sulla strada
arginale per osservare le numerose corti rurali insediatesi nel tempo
ed esempio di organizzazione dell’economia rurale: il settecentesco rustico
Suman in evidente stato di degrado e la più interessante corte
Casalini, di struttura lineare in faccia al canale. Attraversando
Cambio, Ca’ Emo e Fasana, la stretta strada arginale che ricorda la sua
antichità si arriva al nodo idraulico di Botti Barbarighe, fitto
intrico di canali di bonifica e di scolo delle acque. La botte è stata,
a partire dal 1700, il sistema di incrocio dei canali di bonifica ed era
costituita da un sottopassaggio in muratura. Si prosegue per l’abitato
di Pettorazza Grimani per visitare la chiesa parrocchiale di
S. Giuseppe sposo di Maria e l’ imponente corte Grimani.
Più che il palazzo Grimani è interessante la bella corte con i suoi edifici
monumentali attorno all’immensa aia: i granai di fronte all’entrata poggiano
su un loggiato di 16 colonne si stile dorico, visitarli è come immettersi
nel popolato mondo dei lavori di un tempo. La corte era un centro autosufficiente,
in essa oltre ad abitazioni, stalle, rustici, c’era la chiesa, il pozzo
e il forno comune per tutti gli abitanti ed utilizzato periodicamente
per la produzione del pane.
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