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Un edificio neoclassico in Padova: la bottega del caffè di
Antonio Pedrocchi
AMBITI DISCIPLINARI: storia, educazione artistica, storia
dell’arte.
ITINERARIO: L’appuntamento è nella piazzetta
Pedrocchi.
ARGOMENTO: Nell’area detta a clavicembalo per
la sua forma irregolare e per la particolare configurazione, il caffettiere
Antonio Pedrocchi fece costruire il suo caffè dopo essere riuscito
ad acquistare e demolire, nei primi anni dell’Ottocento, gli edifici
preesistenti.
La costruzione dello stabilimento fu definitivamente affidata
all’architetto veneziano Giuseppe Jappelli che, in perfetta sintonia
con il proprietario, ideò non solo un caffè, ma un nuovo centro per
una Padova moderna che si avviava, attraverso un rapido progresso economico,
ad occupare un ruolo primario nel territorio veneto.
Viene privilegiato lo stile neoclassico che propugna il ritorno
ad un’arte lineare con colonne, capitelli e decorazioni che traggono
ispirazione dalla classicità greca e romana.

I tre ingressi del caffè sono preceduti da pronai come in
un antico tempio; da due di essi si entra nei locali del piano terra,
sala verde, sala rossa, sala bianca, che prendono il nome dal colore
dominante dell’arredo. Il terzo ingresso dà accesso al piano superiore
dove, passando da sala a sala, si percorre la storia dagli Egizi a Napoleone,
con corrispondenti variazioni di stili.

Lo stabilimento Pedrocchi fu per Jappelli anche un banco
di prova delle sue competenze tecniche per le novità che riuscì a introdurvi:
l’impianto di illuminazione a gas, il grande fornello chimico - vera
e propria macchina da caffè espresso, l’impianto idraulico, l’impianto
di aerazione, la ghiacciaia, la doppia chiusura automatica delle porte.

Accanto alla costruzione neoclassica completata nel 1831,
sorge il cosiddetto Pedrocchino, appendice neogotica con offelleria
dove i Padovani potevano consumare rapidi pasti, quasi come in un moderno
snack bar.

INGRESSI/ORARI: Caffé Pedrocchi Piano Nobile:
9:30-12:30/15:30-18:30, lunedì chiuso.
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