L'Abbazia di Carceri d'Este e il museo della civiltà contadina

AMBITI DISCIPLINARI: storia, geografia, educazione artistica, storia dell’arte, religione

ITINERARIO: L’itinerario parte dall’abbazia di cui oggi si conserva purtroppo soltanto una parte del grandioso complesso. Chi lo desidera può completare il percorso con la visita al Santuario della Madonna del Tresto, poco distante.

ARGOMENTO: Il nome dell’abbazia le deriva dalla località in cui si trova, Carceri (piccola frazione di Este), nome che pare collegato ai carceres, piccole stalle per cavalli o anche pozzi per la raccolta dell’acqua.

Carceri, Abbazia

L’abbazia è uno dei monumenti religiosi più interessanti della provincia di Padova. La prima data certa della sua presenza è il 1189, quando i monaci Agostiniani consacrarono la loro nuova chiesa edificata su una preesistente.

Nel 1407 subentrarono i monaci Camaldolesi che la ressero fino al 1690: è questo un periodo splendido in cui il monastero viene arricchito di due chiostri e di una preziosa biblioteca e l’abbazia diventa un centro di cultura.

Nel 1690 l’abbazia fu soppressa e messa all’asta. Divenne proprietà della famiglia Carminati che la trasformò in fattoria abbattendo parte dei chiostri e disperdendo la preziosa biblioteca.

Nel 1951 i Conti Carminati donarono tutto il complesso (esclusa la foresteria) alla parrocchia di Carceri.

Sala della Biblioteca

Oggi si può ammirare appena la metà dell’intero complesso. Partendo dall’ingresso posto nella parte quattrocentesca con facciata ornata da torre risalente al 1450, si passa alla foresteria con pozzo trecentesco e poi alla chiesa armoniosa e sobria che congiunge elegantemente la parte duecentesca risalente agli Agostiniani con quella più tarda dei Camaldolesi. Interessante il Battistero con quattro bellissimi affreschi del ‘400.

Sorprendente per la sua armonia è il mistico chiostrino del ‘200, opera dei Padri Agostiniani, costituito da 24 colonnine di marmo rosso di Verona, variamente abbinate, che sostengono capitelli scolpiti a reggere una fitta serie di archi, in contrasto con la massiccia muratura sovrastante.

Il Chiostrino dell’Abbazia

Completa il tutto il grande chiostro del ‘500, al cui centro sorge il monumentale pozzo sormontato dallo stemma dei Camaldolesi.

Il Chiostro grande dell’Abbazia

Al piano superiore si trova la sala degli affreschi (ex biblioteca) dipinta dal Salviati e dalla sua scuola (1520 – 1575): grandi figure bibliche fanno corona alla bella Annunciazione.

In un’ala del complesso è stato allestito un gradevole e interessante museo della civiltà contadina con ricostruzione fedele di alcuni ambienti domestici e perfino di un’aula scolastica con relativi arredi d’epoca.

Chi volesse dedicare all’itinerario l’intera giornata, potrebbe portarsi al vicino Santuario della Madonna del Tresto con bell’edificio religioso della metà del ‘400, testimonianza della religiosità popolare.

Santuario del Tresto

La chiesa venne eretta precisamente nel 1468 in seguito ad un’apparizione della Madonna ad un barcaiolo del luogo. La facciata è lombardesca con alto campanile acuminato.

L’interno del Santuario presenta ancora stilemi gotici nei costoloni della volta a crociera. Dietro l’altare maggiore è stata posta l’immagine della Madonna miracolosa, opera di grande pregio per l’armonia dei colori e la nitidezza delle forme, attribuita a Jacopo da Montagnana.

Madonna del Tresto

Interessanti i numerosi ex-voto alle pareti del corridoio tra abside e sagrestia, testimoni della devozione al Santuario ed esempio significativo di arte popolare.

Adiacente alla chiesa un’edicola ripara la fonte miracolosa sgorgata durante la costruzione della chiesa stessa, quando, per improvvisa siccità, era venuta a mancare l’acqua.