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L’oratorio di S. Michele a Pozzoveggiani:
un edificio che riassume la storia del territorio
AMBITI DISCIPLINARI: educazione artistica, storia dell’arte,
storia, religione.
ITINERARIO: L’appuntamento è davanti alla chiesa
di S. Michele a Pozzoveggiani.
ARGOMENTO: Pozzoveggiani (Publiciano, poi Puteus
Vitaliani, da cui il nome attuale), oggi centro di modeste proporzioni,
è stato in età romana un vicus importante per la sua posizione
sulla via Annia.

Una prima chiesa venne edificata qui già nel VI-VII secolo,
sul luogo di un tempietto romano dedicato alla dea Fortuna (I sec. D.
C.). Doveva essere a pianta quadrata, di tipica forma longobarda e dedicato
a S. Michele Arcangelo, il santo nazionale dei Longobardi.
Nei sec. X-XI fu costruito un secondo edificio, una piccola
basilica preromanica che subì nel tempo perdite pesanti come
la demolizione delle navate laterali e la scialbatura degli affreschi
in periodo di pestilenza. Nel 1700 era ormai una piccola chiesa campestre
col cimitero in rovina.

Riscoperta e restaurata in anni recenti, ci racconta la sua
lunga e tormentata storia attraverso le tracce delle vecchie costruzioni
e gli affreschi di varie epoche ancora visibili.

Gli affreschi in particolare sono importanti per la loro
unicità, per l’epoca in cui sono stati realizzati, per la simbologia
e il significato liturgico.

Il ciclo più antico (parete di sinistra) è del X-XI secolo
e rappresenta figure di apostoli con in mano il rotolo o il libro, il
ciclo più recente è del XII-XIII secolo e si trova nell’abside disposto
su tre registri. Nel registro superiore figura Cristo Pantocratore,
nel mediano la teoria degli apostoli, nella fascia inferiore una lotta
tra cavalieri.
Sorprendono la vivezza recuperata del colore e l’espressività
del linguaggio.
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