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Gli affreschi dell’Oratorio del Redentore di Santa Croce
in Padova e della Cappella degli Obizzi in Albignasego
AMBITI DISCIPLINARI: educazione artistica, storia dell’arte,
religione.
ITINERARIO: L’appuntamento è davanti alla chiesa di S. Croce
in Padova. Ci si porta poi pochi chilometri fuori città alla chiesa
di S. Tommaso in Albignasego.
ARGOMENTO: L’Oratorio del Redentore e
la Cappella degli Obizzi (il primo, posto all’interno delle mura
rinascimentali della città, l’altro, a poca distanza, nel Comune di
Albignasego) sono accomunati dalla presenza di artisti di quella scuola
pittorica padovana, molto attiva nel corso del Cinquecento in città
e in provincia, che ha avuto negli ultimi anni un’attenzione maggiore
da parte dei critici e una meritata rivalutazione.
Un altro elemento curiosamente lega i due luoghi sacri: i
membri della famiglia Obizzi, committenti della decorazione della cappella
di Albignasego si ritrovano anche nell’oratorio del Redentore come membri
della relativa Confraternita.
Nella sede in cui si riunivano i confratelli una lapide ricorda
la fondazione dell’oratorio e ci permette di illustrare la funzione
di queste associazioni benefiche; alle pareti fanno bella mostra di
sé gli affreschi di Girolamo dal Santo, Stefano dall’Arzere,
Domenico Campagnola. Il ciclo narra episodi della passione del
Cristo, in una dimensione spettacolare che aveva ed ha ancora oggi la
funzione di comunicare, stupire e commuovere.

La critica attribuisce a Stefano dall’Arzere i dipinti di
Albignasego, dove, in quello che era l’antico presbiterio della chiesa
di S. Tommaso, sono rappresentate le storie di S. Tommaso apostolo,
tratte dalla “Leggenda aurea” di Jacopo da Varagine.
Nel
bel polittico, attorno al Cristo e all’incredulo Tommaso, si snoda la
serie degli apostoli i cui volti, realizzati con tratti vigorosi, sono
veri e propri ritratti di personaggi del tempo: una caratteristica di
Stefano dall’Arzere.

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